Multe e bolli non pagati: come
si rottamano con il decreto fiscale

Multe e bolli non pagati: come si rottamano con il decreto fiscale
2 Minuti di Lettura
Martedì 6 Dicembre 2016, 11:20 - Ultimo aggiornamento: 12:22

ROMA - Per gli automobilisti che negli anni scorsi non ha pagato multe e bolli e che, per tale motivo, hanno visto Equitalia bussare alla loro porta, il recente decreto fiscale convertito in legge n. 225/2016 (pubblicata in GU n. 282/2016) è davvero una buona notizia. Anche tali debiti, infatti, rientrano nella nuova sanatoria riguardante i ruoli dal 2000 al 2016, ricorda Studiocataldi.it. Vediamo, quindi, come si rottamano multe e bolli.

I bolli che possono essere sanati, nonostante la competenza sia regionale, sono quelli pendenti su tutto il territorio nazionale. Infatti, la giurisprudenza ha più volte avuto modo di chiarire che tale tassa ha natura erariale. Neanche la regione Piemonte è esclusa. Infatti, nella versione definitiva del decreto fiscale non si fa alcun cenno ai ruoli e quindi a nulla importa il fatto che tale regione abbia proceduto, per un certo periodo di tempo, alla riscossione mediante ingiunzione fiscale. In ogni caso occorre precisare che, ovviamente, la rottamazione non riguarda la sorte capitale, ma solo le sanzioni e gli interessi di mora. Andranno comunque pagati anche gli interessi affidati ad Equitalia, il costo di notifica della cartella di pagamento e l'aggio sulle somme da versare.

Per le multe vale un regime parzialmente diverso: non trattandosi di tributi ma di sanzioni, non sono abbonati sia gli interessi che le sanzioni come previsto in generale dal decreto fiscale ma solo gli interessi, comprensivi delle maggiorazioni applicate ai sensi dell'articolo 27 della legge numero 689/1981.

Nella rottamazione, peraltro, rientrano tutti i bolli e tutte le multe la cui riscossione sia stata avviata sino alla fine del 2016, comprensivi di quelli che entro tale data sono solo stati affidati ad Equitalia. Di conseguenza, può accadere che alcuni debiti nonostante l'affidamento entro la fine dell'anno non siano nel medesimo termine notificati mediante cartelle di pagamento ai soggetti interessati. In tal caso, l'Agente della riscossione è chiamato a informare l'interessato per posta ordinaria entro la fine del prossimo febbraio della possibilità di aderire alla sanatoria.

La domanda di adesione alla sanatoria di bolli e multe va presentata entro il 31 marzo 2017 prelevando dal sito di Equitalia l'apposito modello. Una volta che l'ha ricevuta, l'agente della riscossione provvede all'invio al debitore di un'elencazione delle rate da pagare (al massimo 5) e del loro ammontare, considerando che il 70% va corrisposto entro il 2017. Occorre essere molto precisi, poiché ogni ritardo comporta la decadenza della sanatoria. Si segnala che la sanatoria può riguardare anche solo una delle eventuali diverse partite contenute nel medesimo atto di affidamento e che essa ha a oggetto la definizione agevolata non solo dei ruoli relativi ai bolli e alle multe ma di quasi tutti ruoli di Equitalia (esclusi solo alcuni espressamente elencati dalla legge come quelli relativi ai dazi, alle accise e all'Iva all'importazione o quelli relativi alle somme da recupero di aiuti di Stato).

© RIPRODUZIONE RISERVATA