Melania, Parolisi non risponde ai giudici
«Ha ucciso perché finito in un imbuto»

La ricostruzione dell'omicidio
La ricostruzione dell'omicidio
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Mercoledì 20 Luglio 2011, 09:58 - Ultimo aggiornamento: 15 Agosto, 00:27
ROMA - Prina notte nel carcere di Marino del Tronto per Salvatore Parolisi, arrestato ieri con l'accusa di aver ucciso la moglie Melania, omicidio aggravato dalla crudelt secondo l'accusa.



Parolisi non risponde. Questa mattina è iniziato l'interrogatorio di garanzia di Parolisi. Nella casa circondariale ascolana sono entrati intorno alle 10.15 il gip Carlo Calvaresi, gli avvocati di Parolisi Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, il pm Umberto Monti e alcuni investigatori dei carabinieri. Anche in questa occasione Parolisi si è avvalso della facoltà di non rispondere.



«Salvatore Parolisi non ha parlato perchè non è più questo il giudice competente, quindi non ha senso parlare ad un giudice che non ha più alcun titolo sulla questione - ha detto l'avvocato Walter Biscotti - Sapevamo che questo giudice non avrebbe revocato la misura cautelare quindi abbiamo deciso di non farlo rispondere». L'inchiesta passerà infatti alla procura di Teramo, perchè, secondo quanto stabilito dall'autopsia Melania è stata uccisa a Ripe di Civitella, nel teramano.



«C'è stata una incredibile fuga di notizie, mai vista nella storia della Repubblica. Salvatore è stato arrestato, abbiamo letto l'ordinanza. Salvatore ha già riscontrato cose fuori dal mondo, assolutamente non veritiere. Gli abbiamo spiegato che non sarà questo il giudice che lo giudicherà e di stare tranquillo. La misura presa è illogica, a senso unico - dice un altro dei legali di Parolisi a Radio Ies - L'opinione pubblica non può influenzarci. La nostra forza sta nelle carte processuali. Abbiamo già individuato spazi enormi per difendere Salvatore. Non ci sono problemi. Non opino su quello che dice la famiglia Rea, perchè hanno perso una figlia e io non dirò mai nulla di loro. Ci sono ottime possibilità di ribaltare questa decisione».



Nicodemo Gentile, l'avvocato di Parolisi, è intervenuto in sua difesa a Italia1, spiegando come il suo cliente non abbia fatto nulla e certo non è lui la persona che ha ucciso Melania. «Salvatore - dice il legale - ha la coscienza a posto e vive questo difficile momento con serenità» perchè certo non è lui «ad aver ucciso» la moglie. «Salvatore vuole difendersi in ogni sede e affronta questo momento con la coscienza dell'uomo che vuole dimostrare e affermare la sua innocenza. È pronto a combattere, e come detto peraltro l'ordinanza non ci dice niente di nuovo e vi sono quindi ampi margini per un'ottima difesa in suo favore. Salvatore continua ad essere membro di quella famiglia perché vuole tornare ad essere subito il Salvatore di sempre, cioé un uomo che vuole essere creduto nella sua innocenza».



I magistrati però non sembrano avere dubbi: per Salvatore Parolisi i giorni delle vacanze pasquali «costituivano una sorta di terribile imbuto nel quale si era messo: da una parte aveva Ludovica e i suoi genitori che aspettavano di conoscerlo, l'albergo prenotato e le promesse di aver già parlato di separazione sia con Melania che con i suoceri e il racconto che ormai era cosa fatta; dall'altra la consapevolezza invece di non aver ancora detto nulla».



Lo scrivono nell'ordinanza di custodia delineando il possibile movente dell'uccisione di Melania Rea. «...i giorni passavano e lui già martedì 19 doveva partire con moglie e figlia per le vacanze pasquali; e proprio in quelle vacanze doveva definitivamente lasciare la moglie e recarsi ad Amalfi per passare dei giorni con Ludovica e conoscerne i genitori, come aveva promesso a Ludovica, e iniziare stabilmente una storia con lei».



«Si tenga ancora conto che Melania era una donna non disposta a cedere facilmente: si era già dimostrata volitiva e di carattere nell'affrontare direttamente Ludovica al telefono per due volte quando aveva casualmente scoperto il tradimento del marito; ne aveva sofferto, era stata dura col marito prima di perdonarlo, aveva avuto la forza e il carattere di parlare direttamente con l'altra, anche minacciandola di spaccarle la faccia. In questo ambito può essere attendibilmente trovato il movente dell'omicidio. Una situazione senza uscita venutasi a creare e a convergere proprio in quei giorni: la promessa forte a Ludovica che ormai la separazione con Melania era cosa fatta e che già il 23 aprile (se non il 21) sarebbe andato ad Amalfi a trovarla e a presentarsi ai suoi genitori...; le pressioni stringenti di Ludovica che ormai non ammettevano scuse o ragioni...;... la consapevolezza invece di non aver ancora detto e fatto nulla per la separazione ...; la necessità di doverlo fare e di non poter più rimandare la cosa; l'aver infine parlato della cosa con Melania proprio il 18 aprile, e la reazione di costei, che già sulla storia di Ludovica si era arrabbiata, era stata dura e aveva perdonato (il possibile lancio dell'anello di fidanzamento durante la lite: anello rinvenuto sfilato sul luogo del delitto); la rabbia e la reazione incontrollata di lui e l'omicidio».



Una parte dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere è dedicata all'«altra donna». «Salvatore Parolisi - si legge - ammetterà di avere avuto una strutturata relazione con Ludovica P. solo nel corso della audizione a Castello Di Cisterna del 10 e 11.5 2011 (e sostanzialmente perchè tale relazione era stata già scoperta attraverso l'esame dei tabulati telefonici e attraverso una prima audizione della stessa Ludovica; e ciò dopo aver ostinatamente negato ogni possibile relazione extraconiugale non solo in sede di denuncia di scomparsa ma anche dopo che la moglie veniva trovata uccisa».



«Le plurime menzogne del Parolisi (che non riguardano solo Ludovica P. ma anche un'altra storia più breve con altra militare e altri vari particolari tra cui il telefono dedicato a Ludovica... davvero non si conciliano con la reazione di un marito e padre a cui sia stata misteriosamente uccisa - e in modo crudele - la moglie!».



«Ma c'è di più: le promesse che Salvatore aveva fatto a Ludovica per le vacanze pasquali (e cioè per i giorni immediatamente successivi all'omicidio) erano particolarmente importanti e non consentivano deroghe: Salvatore aveva promesso che questa volta (dopo le precedenti promesse di concludere la separazione con la moglie) era cosa fatta, che lui sarebbe andato a trovare non solo e non tanto Ludovica ma anche i genitori di lei ad Amalfi, si sarebbe presentato a loro da uomo separato e come fidanzato della figlia; e i genitori stessi di Ludovica aspettavano di conoscere Salvatore; e questa volta nel caso di non mantenimento della promessa Ludovica era determinata a chiudere la storia con Salvatore; questa volta non era Ludovica ad essere coinvolta nel programmato incontro, bensì i genitori di lei per una sorta di presentazione ufficiale».



Quanto alla rogatoria internazionale riguardante Facebook, richiesta dalla Procura di Ascoli per recuperare i contatti intercorsi tra Parolisi e l'amante, questa ha permesso di appurare che «effettivamente era stata effettuata la cancellazione dell'amicizia tra i due profili, tramite un accesso al profilo Vecio Alpino effettuato in data 19 aprile 2011 (si noti bene giorno successivo alla scomparsa di Melania Rea, ma antecedente a quello del rinvenimento del suo cadavere) alle ore 16:01:51 UTC (18:01.51 ora italiana)».



La cancellazione veniva effettuata da Ludovica dopo la telefonata ricevuta da Parolisi alle 11.21 del 19.4, telefonata in cui Salvatore chiedeva espressamente alla donna la cancellazione della amicizia, Il rapporto sentimentale tra Ludovica e Parolisi «era saldamente instaurato sin dai primi mesi del 2009 e vissuto in maniera intensa da entrambi anche con dei periodi trascorsi insieme, come denotano numerose fotografie contenute su entrambe le cassette di posta elettronica ove gli stessi vengono ritratti in atteggiamenti affettuosi; che alcune foto rinvenute nelle caselle di posta elettronica attestano la frequentazione del bosco del chiosco della Pineta durante le esercitazioni militari da parte del Parolisi; che negli ultimi tempi Ludovica stava sollecitando in modo sempre più pressante Salvatore Parolisi ad abbandonare il proprio nucleo familiare per ufficializzare e concretizzare la loro storia d'amore, ancora clandestina e solo parzialmente già nota ai suoi genitori, anche minacciando in caso contrario di chiudere la loro storia; che Salvatore Parolisi rispondeva rassicurando e promettendo una imminente e sicura definizione della separazione con la moglie; che in occasione delle festività pasquali del 2011 vi era stato l'accordo per cui Salvatore tornando in Campania il 20.4 avrebbe lasciato la moglie e sarebbe quindi andato da Ludovica ad Amalfi a presentarsi ai genitori; che per Ludovica l'incontro programmato con i genitori di lei era una promessa che Salvatore doveva mantenere assolutamente ed un fatto di centrale importanza - scrive a Salvatore il 3.4 che in caso contrario le loro strade si sarebbero divise “senza scuse o ragioni che tengano”».
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