Pandemia e sonno, siamo afflitti da "social jet lag". Il 60% degli adulti italiani accusa disturbi: perchè succede e come reagire

Venerdì 19 Marzo 2021
Pandemia e sonno, siamo afflitti da "social jet lag". Il 60% degi adulti italiani accusa disturbi: perchè succede e come reagire

ROMA - Lo scorso 4 marzo Lidl Italia ha organizzato l’evento #WomenLidlDream, un’occasione per approfondire le tematiche dello smart working e del benessere in tempi di pandemia. Oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Sonno tornano più che mai attuali le riflessioni di uno degli ospiti: il Prof. Sergio Garbarino, consulente scientifico di Sonnomedica Centro di Medicina del Sonno di Milano, specialista in Neurologia e Neurofisiopatologia del Dipartimento Neuroscienze Università di Genova e membro del consiglio direttivo dell’Associazione Italiana di Medicina del Sonno. Nel suo intervento il professore ha messo in luce problematiche e soluzioni a problemi che, complice la pandemia e le relative norme per contenerla, arrivano a colpire quasi il 60% degli italiani in età adulta: i disturbi del sonno.

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Le evidenze scientifiche riportate dal Professore illustrano infatti che il nostro orologio biologico è mutato per lo shock che l’auto-isolamento ha avuto sulla gestione della nostra vita quotidiana e sulla nostra percezione del tempo, colpendo così il nostro sonno sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. I disturbi che questa carenza può causare sono più di cento e, se la più comune e meno grave è la semplice insonnia (con tutto quello che ne consegue, ovvero nervosismo, irritabilità, difficoltà nella concentrazione ecc.), ve ne sono altre sicuramente più gravi, come narcolessia, epilessia notturna, apnee ostruttive del sonno e molte altre.

Per prevenire e combattere i disturbi più comuni il Prof. Garbarino ha suggerito una lista di accortezze e azioni da fare per riuscire a riguadagnare il sonno e il riposo che ci meritiamo, suddivise in sette campi:

Disciplina: è importante che venga rispettato sia il tempo che il luogo del sonno. Negli orari notturni è fondamentale dare al nostro corpo le ore di riposo di cui ha bisogno ed è importante utilizzare il letto per dormire (“e fare l’amore” evidenzia il Professore), non per lavorare.
Dieta solida: per la cena è consigliabile evitare cibi pesanti, che rendendo la digestione complessa disturbano anche il sonno. In linea di massima sono preferibili i carboidrati rispetto alle proteine, specialmente se derivanti dalla carne rossa.
Dieta liquida: prima del sonno è importante evitare liquidi contenti caffeina e bevande eccitanti in generale. Anche se può sembrare che non riducano il sonno quantitativamente, hanno un impatto qualitativo su di esso.
Temperatura: la stanza in cui si dorme deve mettere il corpo a proprio agio, ed è quindi importante che la temperatura non sia eccessiva. L’ideale è fra i 19 e i 21 gradi, a seconda della sensibilità di ognuno.
Attività fisica: per quanto l’attività fisica sia importante per il benessere complessivo dell’organismo, è suggeribile evitare attività di medio-alta intensità prima di dormire, perché l’adrenalina non ci permetterebbe un sonno di qualità.
Lettura: la lettura può essere un bene, perché aiuta a staccare la mente e a conciliare il sonno, ma bisogna premurarsi che non occupi troppe ore notturne.
Tecnologie: l’utilizzo diffuso dello smartphone ha portato ad un peggioramento complessivo del sonno, specialmente per i più giovani. Non solo questo strumento spesso erode preziose ore di sonno, ma anche la luce blu che viene emessa dallo schermo impatta negativamente sulla qualità.

Quest’ultimo in particolare ha portato alla diffusione e inseverimento del problema chiamato Social Jet Lag. Il fenomeno colpisce soprattutto chi lavora molte ore al giorno, chi è solito studiare fino a tarda notte e, per l’appunto, chi si dilunga tra social network ed email, perdendo così ogni giorno della settimana importanti ore di sonno, con la volontà di “recuperare nel weekend”. La problematica non è da sottovalutare e nelle forme croniche è correlata alla comparsa e all’aggravamento di malattie cardiovascolari e obesità.

“Dormire bene vuol dire stare meglio, con sé stessi e con l’ambiente che ci circonda. È come pulire la stanza dopo che si è tenuta la festa. Solo con un riposo appropriato possiamo essere veramente noi stessi, sotto ogni punto di vista - commenta il Prof. Sergio Garbarino - ma non solo. È noto che grazie al giusto riposo il corpo sia maggiormente in grado di strutturare le proprie difese immunitarie, e chi non gode di una buona qualità del sonno è maggiormente esposto alle malattie di tipo infettivo. La qualità del sonno è fondamentale dunque sia per avere maggiori possibilità di non ammalarsi, sia per poter costruire efficacemente gli anticorpi dopo la vaccinazione.”

 

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