Agente di commercio diventa rapinatore e si scusa: «Ho perso tutto per il virus, sono disperato»

Venerdì 19 Marzo 2021
Paolo Menoncello

TREVIGNANO - Una storia che ha lasciato in tanti sconcertati. E che fa parlare. «Non sono un rapinatore, sono solo un uomo che ha perso tutto a causa del Covid». Paolo Menoncello, il 60enne che nel giro di cinque giorni ha tentato di mettere a segno due rapine, prima all'ufficio postale di Paese e poi alla filiale della Volksbank di Quinto di Treviso, è comparso ieri mattina di fronte al gip Marco Biagetti per l'interrogatorio di convalida dell'arresto. L'uomo, difeso dall'avvocato Marco Vocaturo, ha ammesso ongi addebito, assumendosi la piena responsabilità dei suoi gesti. Ma ha anche spiegato al giudice i motivi per cui si è ridotto a fare quello che ha fatto. «Mi pento di quello che ho fatto - ha riferito Menoncello - e voglio chiedere scusa innanzitutto ai dipendenti dell'ufficio postale e della banca: non volevo spaventarli o far loro del male. È che sono disperato: non posso andare avanti così».

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LA SPIRALE 

Paolo Menoncello per anni ha fatto l'agente di commercio. Poi ha rilevato l'azienda del padre, la Commerciale Trevigiana Tuttauto srl, di cui è stato amministratore per 14 anni fino al fallimento sancito dal tribunale nel 2004. Chiuso quel capitolo è tornato a fare l'agente di commercio, vendeva asciugatrici, ed è stato responsabile di una filiale della Cravedi spa. Negli ultimi dieci anni, sempre come rappresentante, vendeva contratti per le utenze di luce e gas. Una vita normale e lavori diversi ma redditizi. Fino al 2020, quando il Covid lo ha letteralmente messo in ginocchio. «Quando è iniziato il lockdown pernsavo che durasse poco. Alla fine però nel 2020 ho visto i miei guadagni che si sono più che dimezzati».

 

LA SCELTA 

La paura più grande per Menoncello non è la galera, ma restare senza un soldo e senza un lavoro. «Non è di certo un criminale - sottolinea l'avvocato Vocaturo - ha perso la testa per la disperazione che gli ha praticamente azzerato le entrate. Non è un violento, anzi, è una brava persona che ha fatto due sciocchezze». E lo stesso Menoncello ne è consapevole. «Ero senza soldi e ne avevo bisogno - ha confessato al giudice - Era da qualche giorno che pensavo alla rapina e alla fine l'ho fatto». Ma in etrambi i casi è stato subito beccato dai carabinieri, che per due volte gli hanno stretto le manette ai polsi. Segno che lo spessore criminale di Menoncello è davvero basso. Ne è convinto anche il pm, che non ha chiesto misure cautelari pià restrittive degli arresti domiciliari nemmeno dopo il secondo colpo. «Quando una persona è disperata può arrivare a fare qualsiasi cosa» ha concluso, ma anche lui è consapevole che la strada da percorrere non è quella. 

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