L'Italia sta franando, grido d'allarme
al congresso nazionale dei geologi

Sabato 2 Aprile 2016 di Stefano Secondino
Una frana ad Arenzano

ROMA - È come se di fronte a un'epidemia, si tagliasse il numero dei dottori. L'Italia è tutta una frana, eppure nelle sue università si chiudono le facoltà di Geologia, gli enti pubblici non utilizzano i geologi, e i giovani alla fine abbandonano questa professione bistrattata. Il grido di dolore degli studiosi della terra viene lanciato in occasione del primo Congresso nazionale dei geologi italiani, che si terrà dal 28 al 30 aprile a Napoli.

Un congresso che per la prima volta vuole riunire tutti i geologi italiani, superando le tradizionali divisioni fra dipendenti pubblici, liberi professionisti e docenti universitari, per riaffermare l'importanza della professione in un paese sempre più a rischio idrogeologico. "Ci ritroviamo per la prima volta tutti insieme per farci prendere in considerazione, con la presenza del Ministro dell'Ambiente, di politici e di tecnici ministeriali", spiega Maria Teresa Fagioli, presidente dell'Ordine dei geologi della Toscana.

E poi elenca qualche cifra illuminante: "Negli ultimi anni i dipartimenti universitari di Geologia in Italia sono scesi da 28 a 8, accorpati ad altri. I docenti dal 2000 sono calati del 15%. L'insegnamento di geologia nelle scuole è stato eliminato. I geologi in Italia sono 14.000, più nella libera professione che negli enti pubblici, e il loro numero è in calo. La crisi dell'edilizia ha colpito la categoria e solo i Comuni capoluogo hanno questi tecnici in organico".

"Manca una cultura geologica - prosegue Marina Fabbri, vicepresidente dell'Ordine in Lazio -. Eppure, secondo i dati Ispra, nel 2015 ci sono state 528.903 frane nel paese, su un territorio di 22.176 km quadrati, il 7,3% del territorio. Le matricole alle facoltà di Geologia sono aumentate del 200% negli ultimi 7 anni, eppure i dipartimenti vengono tagliati. Questa è schizofrenia pura!".

Per i geologi italiani servirebbero presidi territoriali, servirebbero tecnici come loro nelle amministrazioni. "Il geologo è utilizzato poco e male - denuncia Fagioli -. La prima proposta di legge sul 'geologo di zona' è del '69. Non è mai stata approvata". Un disegno di legge presentato di recente dalle deputate Raffaella Mariani e Manuela Ghizzoni, che eviterebbe l'accorpamento delle facoltà di Geologia ad altre facoltà in caso di riduzione degli studenti, è passata alla Camera, ma è fermo al Senato.

Un po' di colpa ce l'hanno anche gli stessi geologi. "In passato siamo stati una categoria litigiosa - ammette Fagioli -, divisi fra dipendenti pubblici e liberi professionisti. Facevamo solo congressi degli ordini regionali. Oggi siamo colpiti dalla crisi e per la prima volta facciamo un congresso di tutta la categoria, per ribadire il bisogno di geologia che c'è".

A Napoli per la prima volta ci saranno i politici, in primis il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, ma anche i dirigenti ministeriali. Il lavoro sarà diviso in 12 tavoli tematici: fra gli argomenti, dissesto, alluvioni, geotermia, protezione civile, rischio sismico, progettazione geologica. Al termine, una tavola rotonda generale per tirare le somme.

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