Infermiera positiva al Covid dopo la seconda dose Pfizer. L'Uls: «Situazione rarissima»

Infermiera positiva dopo la seconda dose Pfizer. L'Uls: «Caso rarissimo»
Infermiera positiva dopo la seconda dose Pfizer. L'Uls: «Caso rarissimo»
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Venerdì 19 Marzo 2021, 13:55

TREVISO  - Una situazione che sta facendo discutere parecchio. Ecco quel che è successo. È stata contagiata dal coronavirus nonostante avesse già ricevuto le due dosi previste del vaccino Pfizer. E per l'infermiera in servizio nell'ospedale di Treviso, al momento asintomatica, è inevitabilmente scattata la quarantena. Si tratta del primo caso di infezione dopo il vaccino registrato nella Marca. A quanto pare la donna è stata contagiata dal figlio. Un evento che purtroppo si può verificare.

E ora per l'azienda sanitaria è diventato un caso di studio. Si vuole capire se l'infermiera risultata positiva, per quanto con bassa carica, possa essere a sua volta contagiosa. Il centro di Microbiologia, in particolare, ha avviato un monitoraggio per valutare il grado di copertura garantito dal siero. La donna adesso verrà sottoposta a una serie di esami, a partire da quelli del sangue, per definire il titolo anticorpale. Cioè per capire se ha effettivamente sviluppato degli anticorpi, e quanti, in seguito all'iniezione.

«Vogliamo capire se non c'è stata una risposta al vaccino o se ci sono altre spiegazioni - fa il punto Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl della Marca - si tratta comunque di una possibilità prevista, che non mette minimamente in dubbio l'efficacia dello stesso vaccino». Diverso è il caso di chi non si è vaccinato. Sono stati contati 15 contagi da coronavirus tra i 1.500 dipendenti dell'azienda sanitaria che devono ancora immunizzarsi. Questi 1.500 rappresentano circa il 15% dell'organico totale, che sfiora i 10mila lavoratori, compresi gli amministrativi.

Tra chi non si è ancora vaccinato ci sono persone che sono già state contagiate dal Covid, altre che devono recuperare la vaccinazione e altre ancora che non possono sottoporsi all'iniezione per problemi di salute. Solamente una piccola parte continua a rifiutare il vaccino senza un valido motivo, facendo appello alla libertà di scelta. L'Usl ha già comunicato che tutti i medici e gli infermieri che diranno di no senza una ragione fondata verranno segnalati ai rispettivi Ordini per l'eventuale apertura di procedimenti disciplinari. Al momento, però, non sono ancora stati compiuti passi formali. «Per ora tra i vaccinati con due dosi tra i dipendenti dell'Usl, circa 6.300, si è avuto un solo caso di positività, contro 15 casi tra i 1.500 non vaccinati» tira le fila il dottor Ramigni, questi dati per il momento confermano un'efficacia del vaccino attorno al 98,5%».

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