Renato Vallanzasca, permesso premio fatale: resta in carcere, niente semilibertà: «È ancora intemperante»

Renato Vallanzasca resta in carcere, niente semilibertà: «È ancora intemperante»
Renato Vallanzasca resta in carcere, niente semilibertà: «È ancora intemperante»
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Venerdì 18 Novembre 2022, 13:02 - Ultimo aggiornamento: 13:03

Il permesso premio è finito in «un diverbio» con un agente della penitenziaria durante «il controllo delle urine», lo scorso agosto. Renato Vallanzasca (72 anni) era di ritorno da Bollate ed è stato «sanzionato con il richiamo». Lo scrive il Tribunale di Sorveglianza di Milano nel motivare il rigetto di un'altra richiesta di liberazione condizionale, o in subordine di semilibertà, avanzata dall'ex protagonista della mala milanese degli anni '70 e '80, che sta in carcere da «circa cinquant'anni» con «fine pena mai». «Non si è ravveduto e non ha risarcito le vittime».

Renato Vallanzasca, semilibertà negata

Una precedente istanza era stata sempre bocciata dai giudici milanesi con conferma della Cassazione nel marzo 2021. Decisione che i giudici (D'Elia-Odorisio e due esperti) riportano anche in questo provvedimento, richiamando sempre quel tentativo di rapina del 2014 (di mutande e altri pochi oggetti) in un supermercato a Milano, quando era in semilibertà. E specificando che l'ex bandito della Comasina non ha ancora mostrato «comportamenti positivi» di ravvedimento, «da cui poter desumere l'abbandono delle scelte criminali». Presupposto che è mancato anche in questi ultimi due anni, secondo i giudici, assieme a quello necessario del «risarcimento del danno» alle vittime dei reati che ha commesso. E, spiega ancora il Tribunale, sebbene Vallanzasca, come risulta dalle relazioni, sia «un uomo provato», va detto che «le condizioni di salute del detenuto non possono avere rilievo» per concedere ciò che chiede. Tra l'altro, nei giorni scorsi il pm delle esecuzioni Adriana Blasco ha chiesto di applicare a Vallanzasca altri 6 mesi di isolamento diurno sulla base del calcolo del cumulo pene.

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