Biodigestore e nuova vasca dei rifiuti, i sindaci approvano il piano dopo accesi scontri in aula

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di di Cristiano Pietropaolo
L'assemblea dei sindaci dell'Ata

ASCOLI - Con 16 voti a favore 5 astenuti e 8 contrari ,l’assemblea dell’Ata ha approvato il Piano d’ambito dei rifiuti. Una seduta tesissima con scambi anche forti tra favorevoli e contrari. Gli ultimi importanti sviluppi, che hanno preso impulso anche dalle sollecitazioni che la Regione Marche ha espresso a tutte le ATA marchigiane al fine di concludere il processo di pianificazione entro il prossimo dicembre e ieri sera è giunta la votazione favorevole. A favore hanno votato Ascoli, Grottammare San Benedetto, Monsampolo, Spinetoli e altri 11 comuni, mentre il fronte del no ha visto schierato Appignano, Castignano e Castel di Lama in primis. 

 

 
Il progetto
« Abbiamo sempre cercato di trovare largo consenso per un progetto partito nel 2019 e presentato ad agosto da Ascoli Servizi Comunali- aggiunge il vicesindaco di Ascoli Gianni Silvestri- Lo studio Oikos ha sostenuto che con questo piano c’è una notevole riduzione delle tariffe, ci sono interventi nelle frazioni e anche per l’educazione civica nelle scuole. Tutte le province hanno approvato il Piano e sarebbe stata una grande sconfitta se non lo avessimo fatto, con il rischio del commissariamento- dice Silvestri- C’è stato un voto trasversale dei sindaci e credo che questo è un progetto ambizioso che vede i rifiuti come risorsa. Tutto è migliorabile ma era urgente la sua approvazione e siamo arrivati lunghi. Non ci sono siti alternativi ma Ascoli non fa progetti contro qualcuno: il problema era trovare un sito idoneo per il biodigestore che sarà una struttura pubblica a differenza della struttura di Force di cui si parla - dice Silvestri- Facciamo tutto per la riduzione delle tariffe visto che tutto sta aumentando». «C’era urgenza di decidere. Questo piano darà una svolta al territorio. Per troppi anni non abbiamo deciso e siamo rimasti fermi. E’ stata una decisione sofferta che inevitabilmente penalizza alcune realtà ma si vuole andare nella direzione della minor produzione di rifiuti e verso impianti di qualità che migliorano le condizioni dei territori limitrofi - aggiunge il sindaco di Monsampolo Massimo Narcisi - Non si poteva avere un voto unanime, adesso inizia la vera partita e vigiliamo nel rispetto delle norme e dei territori maggiormente penalizzati». Aspramente contraria al piano la sindaca di Appignano Sara Moreschini. « I nostri figli valgono come quelli della Riviera, che è la zona che produce maggiori rifiuti e che dovrebbe avere a cuore il problema. Nei fatti, questo è un voto contro le aree interne. Tutti dovrebbero prendersi una piccola responsabilità, ma nessuno ha ascoltato le nostre voci visto che si è parlato di altro- dice Moreschini- Negli anni precedenti nessuno ha proposto di condividere i carichi, non dovevano decidere i gestori, ma la politica. Se si decide di fare impianti sovrastimati è chiaro che non si ha la contezza di questo progetto - prosegue - Ci stanno condannando ad altri trenta anni, mentre gli altri ambiti stanno approvando dei piani a breve periodo, noi abbiamo ipotecato i prossimi trenta anni per un piano che farà il bene delle società che vogliono fare profitto». 


I risparmi
« Non sono convinto che ci saranno dei risparmi e questo lo vedremo tra diversi anni- aggiunge il sindaco di Castel di Lama Mauro Bochicchio - Noi ci troviamo un piano d’ambito dove saremo gli unici a fare il CSS in tutta la regione (combustibile solido secondario, ndr). Nessuno indica qual è il biodigestore perché stiamo facendo una lesione della libera concorrenza. Il verde a Fermo costa 65 euro, noi lo paghiamo 110, non ci stiamo chiedendo perché paghiamo più degli altri?» 

 

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