Salvini: «Basta con i cannabis shop»
Ma ad Osimo apre un altro negozio

Venerdì 10 Maggio 2019
Salvini: «Basta con i cannabis shop» Ma ad Osimo apre un altro negozio

ANCONA - Dal comizio di Pesaro, Matteo Salvini ha esultato alla notizia della chiusura di due cannabis shop a Civitanova, su disposizione del questore di Macerata, perché vendevano infiorescenze di canapa. «Da oggi comincia una guerra via per via, negozio per negozio, quartiere per quartiere, città per città - ha detto il ministro -. Gli spacciatori non li voglio, la droga fa male. Meglio un uovo sbattuto». Poi su Facebook ha elogiato il “modello Macerata” che «può essere replicato con successo in tutta Italia: oggi stesso manderò una direttiva con questa indicazione». Ma i commercianti del settore non tremano. Anzi, sono pronti a dar battaglia e c’è chi, colpito in passato da sequestri e sigilli, non solo non si arrende, ma rilancia. 

 

Lorenzo Castignani, titolare della catena Indoornova, a giorni inaugurerà un quarto negozio nel pieno centro di Osimo, in via Cesari, dopo quello di via XXIX Settembre ad Ancona e i due di Macerata. «Vendo solo prodotti legali e certificati - dice -, alimentari, cosmetici e pure infiorescenze perché rispetto il limite dello 0,5% di Thc (il principale principio attivo della cannabis, ndr). Salvini? Pensi a problemi più seri. E’ assurdo che se la prenda con noi che combattiamo la criminalità organizzata, fermo restando che la canapa light non è droga, anzi fa bene alla salute, lo dicono studi scientifici. E poi non basta la nostra esperienza? L’anno scorso ci hanno sequestrato 13 chili di prodotti, dopo sei mesi ci hanno restituito tutto, ma i danni alla merce e all’attività chi ce li risarcisce?» domanda Castignani che, durante la Fiera di San Ciriaco, in un video su Facebook mostrava con orgoglio le piantine di marijuana esposte a due passi dalle bancarelle, fuori dal suo negozio di via XXIX Settembre. Tutta Italia guarda al caso Indoornova, destinato a fare giurisprudenza.

Il 30 maggio, infatti, le Sezioni Unite si riuniranno per stabilire se è legale la commercializzazione di infiorescenze di cannabis, dal momento che le varie sezioni della Cassazione hanno espresso giudizi contrastanti. Castignani si trova in un limbo kafkiano: per i due cannabis shop di Macerata sequestrati l’estate scorsa la VI sezione della Cassazione ha accolto il ricorso (in prima istanza rigettato dal Tribunale della Libertà), mentre per il negozio di Ancona né il gip né il tribunale del Riesame hanno convalidato il sequestro disposto dal pm e la Cassazione, appunto, ha rimesso gli atti alle Sezioni Unite. «In tutto questo - spiega l’avvocato Carlo Alberto Zaina, uno dei più esperti in materia - il questore di Macerata ignora che le sue indagini sono state demolite da una sentenza della Cassazione, secondo cui è legale commercializzare le infiorescenze entro lo 0,6% di Thc e da un’altra secondo cui tutti i prodotti a base di canapa light possono essere commercializzati entro il limite dello 0,5% e, in ogni caso, se la sostanza non produce effetto psicoattivo».


Il guazzabuglio, che ha portato a sequestri e denunce per spaccio in tutta Italia sulla scorta della circolare Salvini del 2018 che autorizza a trattare come sostanza stupefacente la cannabis light con concentrazioni di Thc superiori allo 0,5%, nasce da un bug normativo: la legge 242 del 2016 tollera la coltivazione della Canapa Sativa, nelle sue 64 specie legalizzate, fino allo 0,6% di Thc e ne prevede le destinazioni d’uso, ma non regola nel dettaglio il commercio, lasciando un vuoto, ad esempio, per le infiorescenze, non vietate espressamente. Intanto, anche la questura di Ancona drizza le antenne. 
Il nuovo questore, Claudio Cracovia, spiega: «Il problema sta nell’ambiguità dei negozi che vendono infiorescenze di cannabis. Bisogna chiarire cosa si intende per uso tecnico, visto che molti le acquistano per coltivarle e fumarle. Stiamo eseguendo opportune verifiche per approfondire la situazione ad Ancona» dove i negozi di marijuana light sono tre: in via XXIX Settembre, nella Galleria Dorica e in corso Garibaldi, principale via dello shopping.

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