Loreto, minaccia la madre della compagna con la pistola: «Dammi 9mila euro o ti ammazzo»

Giovedì 31 Ottobre 2019 di Federica Serfilippi
Loreto, minaccia la madre della compagna con la pistola: «Dammi 9mila euro o ti ammazzo»

LORETO - «È entrato dentro casa, puntandomi contro una pistola. Voleva 9mila euro. Se non glieli avessi dati, mi avrebbe ucciso». È il racconto dell’inferno vissuto da una 70enne lauretana la mattina del 26 luglio 2016, quando sul ciglio del suo appartamento era piombato quello che è ormai l’ex compagno della figlia, un 46enne finito a processo con l’accusa di tentata estorsione aggravata dall’uso dell’arma.

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Ieri mattina, la donna ha raccontato di quegli attimi di terrore davanti al collegio penale presieduto dal giudice Carlo Masini. La deposizione ha anticipato la sentenza della corte: tre anni di reclusione. Il pubblico ministero Valentina Bavai aveva chiesto sei mesi in più per il 46enne, anche lui residente a Loreto come la vittima.
 
All’epoca dei fatti, l’uomo – difeso dall’avvocato Giovanni Buonadies – era il compagno della figlia della 70enne. A casa dell’anziana era piombata improvvisamente la coppia. Stando alle risultanze investigative, però, le minacce e le richieste di denaro erano state perpetrate solo dall’imputato. «Ha iniziato a chiedere soldi – ha ricordato in udienza la vittima, non costituitasi parte civile -, dicendo che li avevo presi da casa di mia figlia. Parlava di 9mila euro, una cifra che certamente non potevo avere. Mi ha anche accusato di tenere droga in casa. A un certo punto ha tirato fuori una pistola e me l’ha puntata contro». L’arma si è poi rivelata essere un’arma giocattolo.
«Aveva il tappo rosso – ha proseguito la vittima – ma non ho pensato che fosse finta, a me ha fatto paura davvero. Ero terrorizzata». A completare il quadro della violenza a carico dell’anziana erano state le plurime minacce ripetute dal 46enne. «Dopo vari insulti alle donne della mia famiglia, ha detto che mi avrebbe ammazzato se non gli avessi dato i soldi. “Tirali fuori altrimenti ti uccido di botte” è stata una della frasi che mi ha rivolto». L’imputato aveva anche tentato di picchiare l’ex suocera: «Ha fatto un gesto con la mano come se stesse per partire un ceffone verso il mio volto. È stata mia figlia a fermarlo. Si è frapposta tra me e lui».
Proprio la figlia della vittima aveva fatto desistere l’imputato dal suo intento, mandando anche in fumo il suo piano di ottenere quei fantomatici mila euro. Quando la coppia se è andata, l’anziana aveva subito avvertito i carabinieri per raccontare di quanto accaduto. I militari della stazione di Loreto ci avevano messo poco a far visita al 46enne, nel frattempo rientrato a casa sua. Di fronte alle contestazioni, aveva spontaneamente consegnato ai militari la pistola giocattolo, priva però del tappo rosso visto dalla parte lesa. Per l’uomo, con precedenti per droga, era scattata una denuncia a piede libero.

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