Doppio blitz di fuoco in Duomo
si scatena la caccia al piromane

Doppio blitz di fuoco
in Duomo: si scatena
la caccia al piromane
SENIGALLIA - È caccia al piromane che ieri mattina, per ben due volte, ha tentato di appiccare un incendio in Cattedrale. Alle 8.30 ha dato fuoco alla tovaglia presente sull’altare della prima cappellina vicino all’ingresso principale, dedicata a Sant’Andrea, ed è poi scappato. Qualcuno si è accorto delle fiamme ed è subito intervenuto per spegnerle. In un primo momento tutti hanno pensato che una candela fosse caduta innescando il rogo che è stato presto domato senza gravi conseguenze. 

 
 
Ad accorgersi alcuni fedeli che stavano assistendo alla funzione religiosa che a quell’ora viene svolta in una piccola cappella laterale rispetto al Duomo. Avrebbero sentito odore di bruciato. Terminata la funzione il parroco ha notato alcuni segni di effrazione sulla porta della Curia che permette di accedere agli uffici pastorali e sulla porta della chiesa, così è andato a scaricare le telecamere. Di fronte al monitor però ha assistito in diretta al nuovo tentativo di appiccare un incendio. Ha visto un uomo che dava fuoco alla tovaglietta posta sull’altare della Madonna della Speranza. Anche in questo caso l’intervento è stato immediato e i danni quindi limitati. 

A quel punto don Aldo ha chiamato i carabinieri che si sono recati sul posto. Hanno acquisito le telecamere dove si vede il piromane, per i militari si tratterebbe di un magrebino, mentre appicca il primo incendio e scappa e fa lo stesso mezz’ora più tardi alle 9. Gli occhi elettronici della canonica non l’hanno ripreso rubare o tentare di farlo. Non è chiaro quindi se sempre lui abbia provato ad entrare negli uffici, forzando la porta, e poi per dispetto appiccare il fuoco oppure se sia stato un gesto voluto solo per creare un danno. Dalle telecamere non si vede se abbia utilizzato un accendino oppure una delle candele presenti. Per i carabinieri tutte le piste sono valide sia la vendetta dopo il furto sfumato che il gesto di un folle che, magari per motivi religiosi, voleva fare un danno in chiesa. 

Non è la prima volta che il Duomo finisce nel mirino dei malintenzionati ma finora si è sempre trattato con certezza di ladri. Come accaduto ad esempio lo scorso mese di maggio quando i militari arrestarono un giovane catanese immortalato dalle telecamere interne della chiesa che sono ad alta definizione. Ieri mattina i carabinieri hanno chiesto alla polizia locale di visionare anche le loro telecamere presenti in piazza Garibaldi, dove si affaccia anche il comando oltre al Duomo, ma non sono state utili a rintracciare chi nella notte possa aver tentato di forzare le due porte. L’immagine del piromane però i militari ce l’hanno ed è anche molto nitida. Ora resta da dare un nome ad un volto. Poi, una volta rintracciato a messo di fronte alle proprie responsabilità, l’uomo potrà anche svelare il mistero e spiegare perché per due volte a distanza di mezz’ora abbia tentato di innescare un rogo in chiesa. 

Non ha dubbi don Aldo. «Secondo me c’è stato prima un tentativo di furto nella notte – spiega il parroco – poi la mattina entrando in chiesa non è riuscito a prendere nulla, perché svuotiamo sempre le cassette delle offerte, e quindi per dispetto ha fatto quel gesto. Escludo possa essere di natura religiosa, sono convinto fosse solo un ladro».
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Mercoledì 20 Marzo 2019, 04:35 - Ultimo aggiornamento: 20-03-2019 04:35

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