Aggressioni davanti ai figli: schiaffi, spintoni e tirate di capelli in preda all’alcol. Due anni e due mesi

Venerdì 10 Settembre 2021 di Federica Serfilippi
Aggressioni davanti ai figli: schiaffi, spintoni e tirate di capelli in preda all alcol. Due anni e due mesi

ANCONA Spinto da una morbosa gelosia, e soprattutto dal vizio dell’alcol, per anni avrebbe vessato la compagna, tra schiaffi, spintoni e tirate di capelli. Scene di violenza che, a volte, avrebbero tristemente avuto come spettatori i figli piccoli della coppia. È stato condannato a scontare due anni e due mesi di reclusione un 30enne peruviano accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Vittima, ma non parte civile al processo tenutosi davanti al giudice Maria Elena Cola, la sua ex compagna, di un anno più giovane.

 

 
La denuncia
È stata lei, dopo l’ennesimo sopruso subito, a rivolgersi nel corso del 2016 alla Squadra Mobile della questura per denunciare quello che ormai è il suo ex convivente. All’uomo, residente ad Ancona, era contestata anche la violenza privata, reato da cui è stato assolto. La procura l’aveva inserito nel capo d’imputazione perché la vittima aveva riferito di essere stata chiusa in casa dal compagno mentre era incinta del secondo figlio. I fatti contestati abbracciano un arco di tempo che va dal 2012 al 2016, quando le parti (già si conoscevano dai tempi dell’adolescenza) condividevano un appartamento nel quartiere delle Grazie. Stando alle accuse, l’imputato avrebbe cercato di limitare le libertà della donna, impedendole addirittura di avere rapporti con altre persone. In un’occasione, per esempio, la vittima ha riferito di essere stata brutalmente picchiata, presa per i capelli e trascinata a terra. 
Il motivo? Poco prima – secondo quanto emerso nel corso dell’udienza – il 30enne l’aveva vista parlare con un loro connazionale a una festa. A tale scena di violenza avrebbero assistito i figli della coppia, nati poco dopo l’inizio della relazione tra i due e a distanza di un anno l’uno dall’altro. Le litigate tra i due potevano nascere sia per la gelosia morbosa provata dall’imputato oppure a causa – aveva raccontato in querela la vittima – dell’alcol di cui lui abusava. Una relazione burrascosa, terminata nell’estate del 2016 dopo la querela presentata dalla donna. Si era recata in questura dopo essere stata selvaggiamente picchiata dal compagno, finendo poi al pronto soccorso di Torrette. 
S’era aperto un iter per mettere in protezione la vittima e i suoi figli, allontanandoli dall’imputato. Ieri, lei era presente in udienza. Il 30enne, difeso dall’avvocato Giovanni Sabatini, non c’era. Ha sempre respinto ogni contestazione. Probabile, una volta uscite le motivazioni, il ricorso in appello per cercare di smontare il verdetto di primo grado. 
 
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Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA