Lite tra fidanzati, poi sputi e minacce ai poliziotti: 23enne denunciato. Piazza del Papa choc, gli operatori: «Ci tuteliamo con un avvocato»

Venerdì 13 Maggio 2022 di Stefano Rispoli
La polizia intervenuta in piazza del Papa

ANCONA - Da piazza Cavour a piazza del Papa: il brivido della violenza scuote il centro. Cambia la location, ma non la paura. Dopo la rissa scoppiata martedì sera ai piedi del Conte, dove si sono scontrate due bande di stranieri - pakistani da un lato, tunisini dall’altro - 24 ore dopo l’allarme si è spostato in piazza del Papa, affollata per il mercoledì universitario, dove una lite tra due fidanzati ha finito per coinvolgere altre persone. La zuffa, esplosa sotto la statua di Clemente XII e a cui hanno partecipato anche due ragazze, a detta dei testimoni si è dispersa all’arrivo della polizia. Erano le 2 dell’altra notte, i locali stavano chiudendo, ma la piazza era ancora piena. 

 

 
Al loro arrivo, gli agenti hanno trovato solo un 23enne anconetano, ubriaco, già conosciuto per una precedente rissa in discoteca per la quale aveva rimediato un avviso orale del questore. Quando i poliziotti hanno chiesto i documenti alla sua fidanzata, lui ha perso la ragione: ha insultato, minacciato e sputato addosso ai poliziotti, prendendo a calci la loro auto. «Sono io che vi pago, vi ammazzo» urlava, fuori di sé. Poi ha scaraventato la carta d’identità contro gli agenti, che con la forza sono riusciti a bloccarlo e portarlo in questura. Ne è uscito con una denuncia per resistenza, minacce e deturpamento ed è stato multato per ubriachezza molesta. Ma presto il questore potrebbe punirlo con un Daspo urbano per tenerlo lontano dai luoghi della movida. 


Alla luce dell’ennesima bagarre i titolari del Raval hanno interpellato il loro legale, l’avvocato Francesca Crivellini, per «valutare se ci sono i presupposti per azioni legali che vadano a tutelare le nostre attività e libertà - fanno sapere Federico Pesciarelli e i suoi soci - o per costituirci parte civile in procedimenti già avviati». La Raval Family lancia un appello: «Invitiamo tutte le associazioni di categoria, i nostri colleghi delle attività di somministrazione e delle attività di commercio, l’amministrazione comunale e qualsiasi cittadino, impresa o istituzione che in qualsiasi modo si sente danneggiato a fare lo stesso. Ci confronteremo e coordineremo con la nostra associazione di categoria immediatamente per capire in che maniera procedere».

Una linea di pensiero condivisa anche da altri operatori: «Stiamo pensando di affidarci ad un legale per tutelare la nostra immagine - afferma Silvio Matenco del King Edward -. Non ne possiamo più di questa gente, non si può andare avanti così». I gestori dei bar di piazza del Papa non ci stanno ad essere etichettati come ricettacolo di una movida che mostra troppo spesso segnali di disagio. «La pessima nomea che si è creata ci ha tolto la clientela perbene - dice Daniele Strati del bar Chapeau -. Sono sempre gli stessi quelli che creano certi problemi e si rendono protagonisti di fatti deplorevoli in ogni parte della città, non solo in piazza del Papa». La misura è colma, da parte dei residenti che chiedono alle autorità azioni più restrittive, ma anche da parte degli operatori che vogliono lavorare in sicurezza e senza la paura di trovarsi vittime, loro malgrado, di eventi che non hanno nulla a che vedere con lo spirito di aggregazione che anima i locali.

 

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