L'ultima telefonata, poi il volo dal quarto piano: in lacrime per Emma. L'amica: «Mi aveva chiamato poco prima»

Venerdì 21 Gennaio 2022 di Stefano Rispoli
Emma Ratti aveva 73 anni

ANCONA - L’ultima telefonata all’amica più cara, poi il volo fatale, dalla finestra della sua abitazione al quarto piano di via Marconi. È stato un vicino di casa, che ha avvertito un tonfo sordo, ad accorgersi del corpo a terra, ieri mattina, nel cortile condominiale. Ha dato subito l’allarme al 112, ma non c’è stato nulla da fare per il personale del 118, intervenuto con vigili del fuoco e polizia. Il salto nel vuoto, 10 metri verso la morte, non le ha dato scampo. 

 


Gli amici stentano a credere che Emma Paola Ratti non ci sia più. «Una donna solare, creativa: amava conoscere tutto quello che la circondava», ricorda Tamara Ferretti, presidente di Anpi Ancona. Emma, 73 anni, origini milanesi, era una donna intelligente e una giornalista acuta, ironica, curiosa. Femminista convinta e attivista, sin da giovane, nella segreteria comunale del Partito Comunista, nella storica sede di via Cialdini ha combattuto battaglie ideologiche al fianco di donne come Milly Marzoli e Silvana Amati, l’ultima ad aver conversato con lei, ieri mattina. «Ci vedevamo per fare lunghe passeggiate al mare o al porto antico - racconta l’ex senatrice del Pd -. Mi aveva telefonato perché era molto in difficoltà. Il mal di vivere difficilmente si riesce a combattere. Avevo un convegno, mi ero ripromessa di chiamarla. Non ho fatto in tempo».


Negli ambienti del Pci aveva conosciuto Mariano Guzzini, suo ex marito e mentore nel mondo del giornalismo: per anni collaborò con la rivista “Marche Oggi”, diretta dallo stesso ex presidente dell’ente Parco del Conero. Guidò la Voce di Ancona e fu tra le promotrici della storica emittente Radio Sibilla. Dopo la fine del matrimonio, da cui è nato Lapo, professore universitario in California, Emma ha continuato a dedicarsi alla politica e al lavoro in Regione, prima nell’ufficio stampa, poi come portavoce dell’ex governatore Gian Mario Spacca. 


Nel 2016 aveva deciso di trasferirsi a Trieste, attratta dal fascino della cultura mitteleuropea, ma di recente era tornata nella sua Ancona, agli Archi, quartiere a cui era legatissima: curava con devozione il suo appartamento al quarto piano con vista mare. Da lassù ieri mattina è precipitata senza un perché. Non sono stati trovati biglietti, ma la polizia ha sequestrato un quaderno a cui Emma affidava pensieri, esperienze, riflessioni. 


Le lacrime accompagnano i ricordi dei tanti amici. «Mi vengono in mente le riunioni a casa di mio padre, lei, Mariano Guzzini e Milly Marzoli: è sempre stata una donna vitale», sospira l’ex assessore Eliana Maiolini. «Sono sconvolto - dice l’ex sindaco Fabio Sturani -, era una donna brillante, diretta, solare». «Per alcuni sei stata una maestra, per altri un’amica, per altri solo collega ma sempre e comunque un punto di riferimento inevitabile e spesso indispensabile - la piangono i colleghi della Regione -. La certezza di trovare sempre passione per il confronto, per il dialogo, l’impegno sincero nel prospettare soluzioni ai problemi, la capacità di saper prendere il meglio dagli altri. Memorabili le tue prese di posizione, la determinazione forte che lasciava spazio talvolta alla fragilità, ma mai come elemento di debolezza, anzi di umanità praticata e condivisa. Hai affrontato molte sfide come nel tuo carattere di combattente. Siamo impietriti di dolore, indimenticabile Emma». 

 

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 09:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA