Addio a Dilva Petracci, nonna dei record: la vedova del pediatra Genovesi si è spenta a 106 anni

Mercoledì 13 Ottobre 2021 di Lucilla Niccolini
Dilva Petracci al compleanno per i 100 anni

ANCONA - Aveva compiuto 106 anni il 26 marzo scorso Dilva Petracci, la vedova del pediatra Ettore Genovesi. Longeva, incrollabile, sulle ali del vento da nord se n’è andata l’altra notte. Ha conservato fino all’ultimo un carattere energico, che gli anni hanno solo in parte stemperato. Dinamica, a cento anni scendeva al Passetto, d’estate, o raggiungeva in auto la spiaggia di Palombina. «Guidava ancora, indipendente com’era», ricorda il figlio Roberto, noto dentista, che con la moglie Ilse le è stato accanto fino alla fine.

 

Poi si commuove: «Solo quando aveva compiuto il secolo di vita, scoprendo che le era scaduta la patente, aveva avuto scrupolo a farsela rinnovare». Prima di sei figli, quattro femmine e due maschi, era nata a Mogliano nel 1915, alla vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia. E la mamma le aveva dato quel nome così arcano. «Della protagonista di un romanzo che la nonna aveva molto amato». Dilva aveva conosciuto il suo Ettore da adolescente, poi si erano persi di vista. Ma al destino non si comanda e si erano sposati nel ‘43. «A ridosso dell’armistizio dell’8 settembre – racconta Roberto. - Poi erano passati per la stazione di Ancona, per raggiungere Igea Marina, dove Ettore prestava servizio come ufficiale medico. E li aveva sorpresi il più duro bombardamento delle truppe alleate. Era stato suo zio Francesco Angelini a metterli in salvo, venendoli a prendere col calesse a cavallo, per portarli nella sua casa di Colle Ameno». Dopo la guerra, e dopo due anni a Bologna, dove Ettore si specializzò in Pediatria, lo zio Checco, sindaco di Ancona, volendo potenziare il Salesi, chiese a Ettore di presentargli il suo primario di Bologna. Fu così fu che l’Ospedaletto si assicurò il professor Migliori, e il giovane Genovesi. Da allora, Dilva ed Ettore, scomparso nel 2002, hanno sempre vissuto ad Ancona, dove sono nati Roberto e Daniela. «Ho ricevuto commoventi telefonate dai tanti cugini, sia da Gissi e Lanciano, da cui era originario mio padre, che da parte dei nipoti di mamma». Loro due erano un punto di riferimento per tutta la famiglia e grazie alla sua longevità Dilva aveva continuato ad accoglierli tutte le volte che passavano per Ancona. «Era l’ultima zia rimasta in vita, una presenza importante per tutta la famiglia, dopo che erano scomparsi i suoi cinque fratelli, tutti più giovani di lei. Era la loro prediletta: allegra e disponibile ad ascoltare». Un’età invidiabile, la sua, e una vita serena, nell’appartamento accanto a quello di Roberto, Ilse e della figlia Karin, dove ogni estate, e per le feste, la raggiungevano da Firenze Daniela col suo Nicola e la nipote Cristina. Domani alle 15, prenderanno per sempre congedo da lei nella chiesa di Santa Maria dei Servi. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA