Europei, Inghilterra-Scozia: anche Wembley si inginocchia

Sabato 19 Giugno 2021 di Alessandro Catapano
Europei, Inghilterra-Scozia: anche Wembley si inginocchia

In ginocchio da voi. Dovremmo venirci tutti, non foss’altro per gratitudine. Guardate questa foto, è la foto di Euro 2020 un anno dopo, ma oggi come allora il razzismo è un problema serio, una triste costante della vita pre e post Covid. Guardatela, perché resterà un’immagine iconica per molti anni a venire. Due squadre in ginocchio, che si offrono in sacrificio, sull’altare della lotta evergreen per i diritti civili. Giganti. Come scriveva De Amicis già nel 1897, «tacete, dunque, profani: il calcio non sono ventidue uomini in mutande che corrono dietro al pallone». E dunque, divisi su tutto inglesi e scozzesi, non sulla necessità di approfittare di questo palcoscenico, per urlare al mondo, ancora: blacklivesmatter, le vite dei neri contano. 
L’istante catturato dall’obiettivo fotografico, qualche secondo prima del fischio d’inizio, ad un dato segno convenzionale (evidentemente), oplà, tutti in ginocchio, bianchi e blu: è durato un attimo, ma è sembrato eterno, dritto nella Storia, con la maiuscola, ben oltre quella più piccola del pallone. E vivaddio, ieri sera si sono sentiti più gli applausi dei fischi, senza dubbio alcuno. Wembley si è schierato, stavolta dalla parte della civiltà. Con buona pace dei contestatori dei contestatori, un gruppetto di conservatori che aveva annunciato addirittura il boicottaggio dell’Inghilterra in tv se non l’avessero piantata con questa storia del takeaknee, i tories più tories del loro premier Johnson, che invece alla vigilia aveva sostenuto il diritto alla protesta. Uniti nella lotta politica, divisi nella battaglia calcistica. E infatti dal fischio d’inizio i 149 anni di rivalità - è la partita più vecchia del mondo, si sfidano dal 1872 - si sono fatti sentire tutti, in particolare sui parastinchi. E’ così da sempre, the battle of Britain, ben più di una partita di pallone: di questi tempi, oltretutto, divisi anche dalla Brexit, tra leave (inglesi) e remain (scozzesi). Calcisticamente, invece, l’hanno presentata come il talento dell’Inghilterra che sfidava il cuore della Scozia. Partita rognosa, se ne sono date tante, il cuore ha resistito.
E DOMANI? 
L’altro pezzo di Gran Bretagna presente a questo Europeo, il Galles di Bale e Ramsey, non è stato da meno, e ribadirà, domani pomeriggio contro l’Italia. In ginocchio, ma resteranno soli: non è previsto che anche gli azzurri si inginocchino, almeno fino a ieri sera Bonucci e compagni non avevano fissato nulla, e probabilmente non lo faranno nemmeno in queste ore. Scelta rispettabilissima, per carità. Del resto il coraggio del cuore è merce più rara e preziosa del coraggio dei piedi. La lezione del Manzoni è sempre attuale: «uno il coraggio, se non ce l’ha, mica se lo può dare».

 

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