SounDelirio a tutto rock, il duo ascolano composto da Francesco Quinto e Alessandro Tacchini al primo album intitolato “Mostralgìa”

Giovedì 20 Gennaio 2022 di Filippo Ferretti
Il duo ascolano SounDelirio

ASCOLI - Un progetto che ha subito fatto breccia presso gli estimatori e gli elegiaci del vecchio, duro rock italiano. Si tratta dell’opera d’esordio di due appassionati e, al tempo stesso, indiscussi professionisti delle sette note agguerrite. A firmarla è un duo, affiatato e impetuoso, “SounDelirio”, formato dagli ascolani Francesco Quinto e Alessandro Tacchini, unitisi grazie a una visione della vita che molto spiega il loro modo di fare musica, al centro dell’album intitolato “Mostralgìa”, da poco uscito sul mercato.

 
I brani
Si tratta di un lavoro con 12 brani, che raccontano della vita animata da maschere e di coloro che non riescono a rinunciare alla propria natura, alle proprie aspirazioni, alle proprie verità. Si va dalla cavalcata dell’abisso narrata in “Goodbye Mr. Grey” al cantico dedicato ai diversi rappresentato da “Nato nella V stagione”, sino a quello che può essere considerato il manifesto del disco, “L’uomo invisibile”, con il mostro che si è reso fantasma. Il lavoro, uscito su etichetta “Boleskine House Records”, in poche settimane ha conquistato tutti coloro che si sentivano orfani di quella anima rock che il mercato lascia sempre più orfano. La critica ha subito accolto positivamente il disco, capace di sedurre i gusti anche dei fedeli incalliti del filone americano. Un album dedicato al “mostrum”, che dal latino significa prodigio, fenomeno portentoso, eccezionale, che non a caso è stato concepito in questo complicato periodo pandemico, permettendo a Francesco Quinto e ad Alessandro Tacchini di tornare a suoni del passato intrisi di testi dettati da un istinto e una libertà totali. «I nostri brani sono un urlo. Una vena del collo, turgida e pulsante; bluastra, gonfia di rabbia sul punto di esplodere. Sono tempi di rabbia questi e noi qui si celebra pura rabbia umana.


Il sound
Catarticamente, dicono della loro musica i componenti del duo, il cui sound si rifà agli anni Novanta ma con la consapevolezza di un ambiente circostante peggiorato rispetto ad allora, caratterizzato da uno smarrimento sonoro tangibile ed estremo che il disco mette in evidenza con le sue note spezzate. L’album “Mostralgìa” si rivolge a tutti gli incompresi, a chi si ritrova ad essere tale perché non guardato da occhi “giusti”. Un disco dedicato alle differenze, alle minoranze, alle singolarità. Un progetto artistico che va contro la discriminazione in ogni senso, contro la difformità come concetto di critica e di emarginazione. Che pone in primo piano storie di vita quotidiana, avvenimenti edulcorati da un senso comune, vicende che fanno parte di ognuno di noi.


La passione
«L’amore per i mostri, per quelli senza pelle, per chi cammina in solitaria contro vento è lo stesso che proviamo per l’anomalia, per tutto ciò che vira dalla traiettoria della “normalità: non cogliere la ricchezza della diversità significa perdere un’opportunità di evoluzione per l’anima» spiegano Francesco Quinto e Alessandro Tacchini delle peculiarità della loro fatica, caratterizzata da un genere trasversale, in grado di mescolare le radici punk a quelle dell’alternative, passando dai Negrita ai Dream Theather. Un risultato registrato presso l’ottimo studio “Baia dei Porci” a Nereto, in Abruzzo, che entusiasma il popolo dell’anima rock e lascia ben sperare per il prosieguo del percorso artistico del duo. 

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