Corto Dorico va “Oltre le mura”
C'è grande attesa per “Maternal”

Martedì 3 Dicembre 2019 di Giovanni Guidi Buffarini
 Lidiya Liberman protagonista di “Maternal”
ANCONA - L’altra sera a Corto Dorico abbiamo assistito a un interessantissimo incontro con il muralista Run (Giacomo Bufarini) e il regista Gastone Clementi, gli artefici di “What I Do”, il vincitore di Corto Slam: lo ritroveremo nella Finalissima di sabato. 
«Era la terza volta - racconta Bufarini - che andavo a Shenzen, invitato da uno studio di architettura. Stavolta volevo documentare tutto, perciò ho chiamato Clementi. Il film è nato cosi». Sulla città: «Shenzen in 20 anni è passata da 30mila abitanti a 20 milioni: da simil Falconara a megalopoli. E gli affitti si sono impennati e molti dei vecchi abitanti son dovuti andare altrove. Il quartiere in cui abbiamo lavorato per 20 giorni, in quei 20 giorni è cambiato radicalmente». Sulla sua arte: «Un muralista deve entrare in sintonia con le persone, perché la sua opera rimarrà lì, diverrà parte della quotidianità della gente che in quel posto vive». Un incidente buffo: «A Shenzen l’inglese lo parlano in pochissimi. Ci si aiutava col traduttore del telefono. Un giorno un cuoco ci ha chiesto: “Volete un agrodolce?”. Ma la traduzione è stata: ”Volete un acido?». L’incidente niente buffo invece è ricordato nel film. Un collega di Run, Hu Jiamin, è stato arrestato per aver inserito nel suo dipinto la sedia del dissidente Liu Xiaobo. La libertà d’espressione in Cina è un miraggio. 

Oggi, quarta giornata del festival. Si apre con il Progetto “Oltre le mura” che ogni anno porta l’arte del cinema nei luoghi della detenzione e quest’anno coinvolge tutti gli istituti penitenziari delle Marche. I detenuti vedranno i corti in gara e assegneranno il premio Ristretti Oltre le Mura. Le proiezioni odierne, nelle carceri di Pesaro Villa Fastiggi e Fossombrone, alla presenza del Direttore artistico del festival, Daniele Ciprì, e del Garante dei Diritti della Persona, Andrea Nobili. Gli altri eventi sono in programma alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Alle ore 18, a La Casa Unicorn, Riccardo Ciavolella, etnografo e antropologo, presenta “Da dove comincia la fine del mondo? Dalle apocalissi culturali di Ernesto De Martino all’Africa che affonda”. Ingresso libero. Dall’Italia della guerra alla periferia africana, lo sguardo antropologico racconta e interpreta la catastrofe e la speranza.
Alle 19 all’Auditorium sarà proiettato il secondo lungometraggio della sezione Salto in Lungo: “Maternal” di Maura Delpero, menzione speciale al Festival di Locarno. Un viaggio all’interno di una piccola comunità di donne, un’esplorazione laica di sentimenti sacri, attorno alla religione della maternità. Sarà presente la protagonista Lidiya Liberman. Ingresso 5 euro. Alle ore 21.15, sempre in Auditorium, per il terzo appuntamento di Cinemaèreale vedremo “Noci sonanti” alla presenza degli autori Damiano Giacomelli e Lorenzo Raponi. Un viaggio nella straordinaria normalità della tribù delle Noci sonanti, un piccolissimo gruppo di persone che abbraccia una filosofia di vita che rimette al centro l’umanità e l’armonia con ciò che ci circonda. Ingresso 5 euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA