Caldo e pigrizia: occhio, che d'estate si ingrassa. Il nutrizionista Calabrese: «Ecco la dieta salva linea»

Caldo e pigrizia: occhio, che d'estate si ingrassa. Il nutrizionista Calabrese: «Ecco la dieta salva linea»
di Barbara Carbone
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Giovedì 14 Luglio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:05

Ci risiamo. Stiamo per affrontare la vera prova costume.

Una volta superata quella, dopo diete e sport a “go go”, si crede che la strada sia tutta in discesa. Ma quello che in tanti non sanno (o non vogliono ricordare) è che, il vero banco di prova, arriva a fine estate quando, secondo i nutrizionisti, l’ago della bilancia potrebbe segnare dai 3 ai 5 chili in più. Già perché, a dispetto di quanto sostenevano le nostre nonne, convinte che il caldo e il mare fossero rimedi naturali per liberarci del sovrappeso, la tendenza che si registra negli ultimi anni conferma il contrario. Che proprio tra giugno e settembre si ingrassa. Due settimane di eccessi possono regalarci fino a 2 o 3 chili. Colpa degli stili di vita disordinati, della scarsa attività fisica e della voglia, legittima in vacanza, di trasgredire. A metterci in guardia dai falsi miti dell’estate è Giorgio Calabrese docente di Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’università del Piemonte Orientale di Alessandria e le Università di Torino e Messina. «È vero che durante le vacanze estive quando eravamo bambini si dimagriva ma solo perché facevamo una vita molto più regolare e movimentata - spiega Calabrese - Non c’era la moda degli aperitivi o degli happy hour e non si andava a cena fuori tutte le sere. Ma soprattutto si faceva molta più attività fisica. I ragazzi andavano al mare in bicicletta e poi si stava in spiaggia a correre tutto il giorno dietro a un pallone o all’aquilone. Adesso le abitudini sono cambiate. I giovani si spostano con le macchinette e i motorini e in riva al mare si ascolta musica dal cellulare mangiando cibo spazzatura e bibite gassate». Ma non solo. Tra i responsabili dell’aumento di peso c’è l’ipotalamo, quella ghiandola che regola le funzioni primarie dell’organismo e che grazie all’ipofisi regola anche l’attività delle ghiandole endocrine del corpo, come tiroide, surreni e pancreas endocrino. «Con l’innalzamento delle temperature, l’ipotalamo fa diminuire il metabolismo basale, causando di conseguenza un abbassamento della produzione di calorie - aggiunge Calabrese - In questo modo, il metabolismo, proprio d’estate, subisce un forte rallentamento e tutto ciò che si mangia, soprattutto i carboidrati, vengono trasformati in grasso. Per risvegliare il nostro metabolismo è necessario eseguire una costante attività fisica».

MOVIMENTO

Certo d’estate non è possibile andare regolarmente in palestra ma, per bruciare calorie e non ingrassare, è sufficiente fare ogni giorno delle lunghe passeggiate preferibilmente al mattino presto o al tramonto. Bastano solo 30 minuti di camminata al giorno per fortificare il cuore, regolare il colesterolo e dimagrire. Chi ha la fortuna di trascorrere le vacanze al mare non ha proprio scuse per sonnecchiare tutto il giorno sotto l’ombrellone. L’acqua del mare è un naturale alleato della linea in quanto essendo ricca di iodio stimola il corretto funzionamento del metabolismo. In pratica al mare il corpo brucia più velocemente i cibi e il grasso anche a riposo. E allora perché non sfruttare tutti i benefici dell’acqua? Anche solo venti minuti di nuoto o movimenti nell’acqua aiutano a contrastare le adiposità localizzate, la ritenzione idrica e la cellulite.

INUTILE SUDARE

Anche chi trascorre le ferie in montagna, complici le temperature più miti, può smaltire gli eccessi con lunghe passeggiate, gite a cavallo o in bicicletta. L’importante è vincere la pigrizia. Da sfatare invece il mito che sudare equivalga a dimagrire. È vero che con le temperature torride di queste settimane si perdano liquidi anche stando fermi ma con la sudorazione, in realtà, si perdono anche quelle vitamine e minerali che il corpo utilizza nel metabolismo lipidico per bruciare i grassi. La perdita di liquidi genera inoltre una carenza di potassio nell’organismo e quindi un aumento di sodio. Per questo motivo, proprio nei mesi estivi, in tanti lamentano gambe e caviglie gonfie. Meglio quindi assumere alimenti ricchi di potassio come banane, avocado, funghi, aglio e verdure. Buona regola, valida sempre ma soprattutto d’estate, è quella di limitare il consumo di sale. A conti fatti, la stagione migliore per provare a rientrare nei nostri vecchi jeans è l’inverno. E c’è un perché. «Nonostante nei mesi freddi si abbia voglia di cibi più elaborati e calorici - spiega Calabrese - in questo periodo la temperatura corporea è più alta rispetto a quella dell’ambiente esterno quindi il nostro corpo è costretto a bruciare calorie per creare calore. Un processo noto come termogenesi. Al contrario, durante l’estate, nonostante si tenda a mangiar meno per adeguare la temperatura corporea con quella esterna si bruciano molte meno calorie».

Ma, per il guru della dieta mediterranea, il menù “salva linea” esiste e funziona anche d’estate. Il segreto, in riva al mare, in montagna o in città è fare tanti piccoli pasti e bere almeno due litri di acqua al giorno, anche aromatizzata con succo di limone. Cominciamo la giornata con una ricca colazione e una merenda a metà mattina a base di frutta. A pranzo prediligere pasti leggeri come un’insalatona o un’insalata di riso con una fetta di anguria, nel pomeriggio un gelato alla frutta o una granita rinfrescante, poi uno yogurt spezza fame e a cena meglio assumere proteine come carne, pesce, mozzarella. Ogni tanto, ma non più di due volte alla settimana, via libera a una pizza o un piatto di pasta. Dopo cena è sempre meglio fare una bella passeggiata cercando di non assumere calorie dopo le 22,00. È inoltre dimostrato che tutte le calorie ingerite dopo le dieci di sera vengono accumulate nell’adipe proprio perché il processo metabolico entra in fase di riposo. Tornare in città riposati, felici e leggeri è insomma possibile. Bastano poche attenzioni e tanto sano movimento.

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