Epatite acuta bambini, i sintomi e cos'è: il ruolo degli adenovirus e il legame (escluso) con il Covid

In alcuni casi con forme talmente gravi da provocare un'insufficienza d'organo

Epatite acuta pediatrica, i sintomi e cos'è: il ruolo degli adenovirus e il legame (escluso) con il Covid
Epatite acuta pediatrica, i sintomi e cos'è: il ruolo degli adenovirus e il legame (escluso) con il Covid
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Venerdì 22 Aprile 2022, 12:27 - Ultimo aggiornamento: 26 Aprile, 16:51

Fino a qualche giorno fa era un allarme che riguardava diversi Paesi europei ma non l'Italia. Nelle ultime ore però anche nel nostro Paese sono stati segnalati sette casi sospetti di una misteriosa epatite acuta pediatrica che sta colpendo i bambini sotto i dieci anni di età, in alcuni casi con forme talmente gravi da provocare un'insufficienza d'organo. Il più grave riguarda un bimbo di 3 anni di Prato che è stato trasportato al Bambino Gesù di Roma e potrebbe aver bisogno di un trapianto di fegato. Al momento la causa di queste epatiti rimane sconosciuta, e le autorità sanitarie hanno alzato il livello di attenzione invitando a segnalare tempestivamente qualsiasi quadro clinico sospetto. 

Sintomi

L'epatite acuta si manifesta con febbre e disturbi gastrointestinali, ma quello più riconoscibile è il colore giallo che assume il bambino. Nei casi diagnosticati fino a questo momento ci sono state guarigioni spontanee mentre in altri casi invece il fegato non è riuscito a recuperare il danno e si è reso necessario un trapianto. Negli ultimi giorni si è discusso a lungo di un possibile legame con il Covid-19 e con i vaccini, però escluso da medici e specialisti. 

Il ruolo degli adenovirus

Gli esperti britannici hanno ipotizzato che il lockdown possa aver indebolito l'immunità dei bambini, ora più a rischio di contrarre un adenovirus. Ma di cosa si tratta? È una famiglia di virus che solitamente provoca raffreddori lievi, vomito e diarrea. Quanto ai possibili effetti dei lockdown secondo gli esperti della Public Health Scotland, Kimberly Marsh, potrebbero esserci molto bambini definiti “immunologicamente naif” nei confronti del virus, proprio a causa delle restrizioni. «Le ipotesi principali sono incentrate sull'adenovirus: una nuova variante con una sindrome clinica distinta o una variante che circola regolarmente che ha un impatto più grave sui bambini più piccoli immunologicamente ingenui. L'ultimo scenario potrebbe essere il risultato di una ristretta mescolanza sociale durante la pandemia».

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