Hotel, ripartenza flop a Roma. In mille ancora chiusi: «Non ci sono turisti»

Hotel, ripartenza flop a Roma. In mille ancora chiusi: «Non ci sono turisti»
Hotel, ripartenza flop a Roma. In mille ancora chiusi: «Non ci sono turisti»
di Camilla Mozzetti
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Domenica 18 Aprile 2021, 00:09

Alla data del 26 aprile quando l’Italia tutta entrerà in una nuova fase con le prime vere riaperture, gli albergatori romani ci arriveranno con una consapevolezza: «La ripresa non sarà immediata - spiega il presidente della Federalberghi Giuseppe Roscioli - ci vorranno ancora mesi per riattivare il settore». Perché per permettere a un albergo di lavorare servono prima di tutto «turisti e clienti». Con i primi - stranieri in primis - che non giungeranno nella Capitale nell’immediato, delle 1.200 strutture ricettive (escluse le case vacanza e i b&b) «mille resteranno ancora chiuse per la fine di aprile», prosegue Roscioli. E benché la categoria non si è data per vinta nonostante le difficoltà dell’ultimo anno «Una normalizzazione si avrà solo in estate», prosegue il numero uno della Federalberghi sempre che le condizioni epidemiologiche confermino una discesa dei contagi. Dei mille hotel che resteranno chiusi una buona parte ha programmato pertanto la riapertura non prima di giugno altri, invece, non hanno ancora invece deciso e programmato.

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LE REALTÀ
«Stiamo aspettando e monitoreremo l’andamento delle eventuali richieste», spiega Walter Pecoraro a capo dell’hotel Cosmopolita a pochi passi dai Fori Imperiali. Il suo albergo di 80 camere è chiuso dal marzo scorso. Una data per la riapertura? «Ancora non c’è perché dobbiamo capire se ci saranno le prenotazioni. Noi lo speriamo naturalmente ma per riaprire un albergo serve un lavoro complesso e dispendioso e sinceramente temo che la prossima estate privilegerà le località di mare o di montagna mentre il turismo estero che è poi la vera anima delle città d’arte come Roma ripartirà più avanti». In media infatti le occupazioni delle strutture alberghiere romane per l’80% nei mesi primaverili ed estivi sono date dai turisti stranieri «Per il 60% - conclude Pecoraro - statunitensi o cinesi. Non è un ragionamento di sfiducia ma puramente oggettivo, speriamo molto nel greenpass».

GLI SPOSTAMENTI
Lo strumento che già potrà essere usato tra le Regioni per permettere gli spostamenti anche tra aree di diversi colori. «È sicuramente uno strumento utile che come categoria avevamo chiesto a livello nazionale - prosegue Roscioli - perché non si capisce per quale motivo finora si è potuto andare a Dubai e non a Roma o a Firenze». Nelle prossime settimane la categoria conta di poter vedere un aumento «almeno sugli spostamenti legati al business - conclude Roscioli - considerato che con le riaperture è facile credere in una tiepida ripresa dei viaggi di lavoro e qualcosa dovrebbe muoversi a giugno anche per gli Europei di calcio». 

Molti albergatori hanno comunque fiducia, con la riapertura anche di musei e spazi espositivi, che Roma possa attrarre nei prossimi fine settimana anche famiglie o coppie di altre città bisognose di staccare la spina e concedersi un weekend nella Capitale. «Con i musei aperti, i negozi aperti è possibile credere che ci sarà più gente invogliata a venire a Roma», aggiunge Massimo Quarta, titolare dell’hotel Oxford di via Boncompagni. Il suo albergo è uno dei pochi che in questi mesi è rimasto aperto «Abbiamo lavorato anche per il ristorante - dice - ma è chiaro che la clientela è pressoché assente, non ci sono turisti se non ospiti che arrivano per lavoro e sono sempre gli stessi. Dobbiamo gettare lo sguardo oltre e pensare a riprogrammare i prossimi mesi è chiaro che per fine aprile non cambierà nulla, il processo sarà graduale e lento ma dobbiamo avere fiducia». Molto - è di questo gli albergatori ne sono convinti - «dipenderà anche dal “sentiment” delle persone - conclude il presidente di Federalberghi - ma appunto, la ripresa sarà graduale e nella maggior parte delle strutture si potrà parlare di una ripartenza vera solo a partire dalla prossima primavera». 
 

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