Zona gialla Lombardia, Lazio, Veneto e altre 10 regioni da lunedì. Zona arancione Campania, rossa Sardegna

Giovedì 22 Aprile 2021 di Mauro Evangelisti
Zona gialla Lombardia, Lazio, Veneto e altre 10 regioni da lunedì. Zona arancione Campania, rossa Sardegna

L’indice di trasmissione nazionale scende ancora, ma lentamente: l’Rt la settimana scorsa era a 0,85, nel report della cabina di regia atteso per oggi si assesterà tra 0,80 e 0,83. Diminuisce però in modo più deciso l’incidenza, cioè il numero di casi ogni centomila abitanti su base settimanale: nessuna regione sarà sopra al valore di 250 che, già di per sé, farebbe scattare la fascia rossa. Le valutazioni di oggi saranno importanti perché coincidono con il ripristino delle fasce gialle a partire da lunedì prossimo al quale possono aspirare almeno 12 regioni. Tra queste c’è sicuramente il Lazio, visto che l’Rt è sceso a 0,78 e l’incidenza continua a calare, passando da 180 a 160.

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Allo stesso tempo, rispetto a una settimana fa, i posti letto di terapia intensiva occupati da pazienti Covid sono diminuiti del 13 per cento e tutti questi dati insieme concederanno al Lazio di tornare a un livello di chiusure meno rigide. Discorso simile per il Veneto. Spiega il governatore Luca Zaia: «In Veneto abbiamo indici da zona gialla: l’Rt è a 0,71 e l’incidenza è a 126,8, l’occupazione nelle terapie intensive è del 22 per cento (con il limite al 30) e nelle aree non critiche al 20 (rispetto al limite del 40). Quindi, siamo di fatto in zona gialla». Stesso colore all’orizzonte anche per le due regioni che per prime sono state costrette a chiusure molto severe, in alcune province, a causa dell’uragano rappresentato dalle varianti: Umbria e Abruzzo.

 

 

 

 

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Proprio il governatore abruzzese, Marco Marsilio, conferma: «Torna a scendere l’indice Rt, che si ferma a 0,84 medio (0,79-0,89) contro lo 0,92 della scorsa settimana. La pressione ospedaliera scende al 26 per cento nelle terapie intensive e al 34 in area medica». Altre regioni che possono aspirare da lunedì alla riapertura dei ristoranti grazie alla classificazione in fascia gialla sono la Lombardia, il Friuli-Venezia Giulia, la Liguria, il Piemonte, la Toscana, Trento e Bolzano, l’Emilia-Romagna e le Marche.

Al contrario, rischia un’altra settimana in rosso la Sardegna, anche se l’assessore alla Sanità dell’isola, Mario Nieddu, dice: «Dobbiamo andare in arancione perché abbiamo l’indice di contagiosità Rt a 0,98». C’è però un problema: la settimana scorsa era a 1,38 e per potere passare a una fascia di restrizioni meno dura è necessario confermare in due report consecutivi il consolidamento dei dati sotto la soglia a rischio. Per le altre regioni, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, la cabina di regia (Ministero della Salute e Istituto superiore di Sanità) si appresta ad assegnare una serie di valutazioni che valgono il colore arancione.

Cambio 

Ma il report di oggi, che avrà effetto su chiusure o aperture da lunedì, ha un significato importante perché arriva in coincidenza con il nuovo sistema o, più correttamente, con il ritorno al vecchio che prevede anche la classificazione in giallo che era stata congelata a causa del dilagare delle varianti. Nella sostanza sono timide aperture sulle quali gli esperti sono divisi. Anche nel Cts c’è chi sostiene che sarebbe stato più saggio aspettare altre due settimane, in modo da verificare gli effetti sui contagi delle riaperture delle scuole; altri pensano che invece sia giusto ripartire alla luce delle 16,4 milioni dosi di vaccino già somministrate con 4,8 milioni di italiani che hanno già la protezione massima in quanto hanno ricevuto la doppia iniezione. Sui ricoveri sembrano esserci i primi effetti benefici delle immunizzazioni: in un giorno i posti occupati da pazienti Covid sono diminuiti di 800 unità. In parallelo anche ieri ci sono stati altri 16.232 nuovi infetti. Il virus sta circolando ancora e il ritorno del giallo dovrà essere accompagnato da senso di responsabilità da parte di tutti.
 

Ultimo aggiornamento: 23 Aprile, 18:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA