Green pass, non servirà all'aperto e nei negozi. Draghi: «A giorni pronta la road map»

Draghi annuncia l’allentamento delle restrizioni: a giorni pronta la road map. Entro l’estate addio mascherine al chiuso ma over 50 al lavoro solo se immunizzati

Green pass, non servirà all'aperto e nei negozi. Draghi: «A giorni pronta la road map»
Green pass, non servirà all'aperto e nei negozi. Draghi: «A giorni pronta la road map»
di Mauro Evangelisti
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Venerdì 18 Febbraio 2022, 22:05 - Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 11:24

La normalità è sempre più vicina. Il premier Mario Draghi è stato chiaro: «Voglio uscire il più presto possibile dall’emergenza, perché ci siamo vaccinati. Quindi anche limitare le restrizioni il più presto possibile, non abbiamo una road map specifica ma è questione di giorni, la tracceremo in modo da eliminare ogni incertezza. È importante per le famiglie e le imprese». Tra gli obiettivi del governo c’è anche il rilancio del turismo, a partire da Pasqua (quest’anno è il 17 aprile) quando finalmente nel nostro Paese si potranno rivedere immagini di città d’arte piene di visitatori. Marzo sarà il mese del progressivo allentamento delle misure anti Covid. Alcune scelte sono già certe: dall’inizio del prossimo mese aumenterà la capienza di stadi e palasport (rispettivamente al 75 e al 60 per cento); dal 10 si potrà bere e mangiare sia sugli spalti degli impianti sportivi, sia nei cinema e nei teatri. Infine, il 31 marzo via libera al 100 per cento di capienza autorizzata per stadi e palasport, proprio nel giorno in cui scadrà, a 24 mesi dalla sua proclamazione, lo stato di emergenza. Significa che finirà anche l’uso del Green pass come, ad esempio, ha deciso di fare Israele? No, l’Italia crede nella gradualità, però in non poche attività, ad esempio per lo shopping, si andrà a una progressiva riduzione dell’obbligo di mostrare la certificazione verde. E se si parla di turismo, per semplificare la vita ai viaggiatori stranieri si punta anche a rimettere in discussione l’obbligo del Green pass negli hotel.

 

PASSAGGI

Ieri il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, parlando a Radio24, ha spiegato: «La capienza degli stadi al cento per cento è un obiettivo del governo assolutamente raggiungibile per il 31 marzo, ma mi assumo la responsabilità di dire che dobbiamo fare uno sforzo in più: il 24 marzo abbiamo la partita della Nazionale a Palermo e credo che possiamo provare a ragionare sull’ipotesi per quella partita si possa arrivare al cento per cento della capienza». Il passaggio successivo interessa shopping e ristorazione all’aperto. In primavera, se continuerà la diminuzione del numero dei casi positivi registrato anche ieri (e soprattutto il calo dei ricoveri), si andrà alla fine dell’obbligo del Green pass nei bar e nei dehors dei ristoranti. Stessa linea per fare acquisti, soprattutto in attività come le edicole.

IL REPORT

Ieri il report settimanale della cabina di regia (Istituto superiore di sanità-Ministero della Salute) ha confermato che l’occupazione dei reparti di terapia intensiva è diminuita del 18,7 per cento, in area medica del 14,9, mentre l’Rt (indice di trasmissione) è allo 0,77, ben al di sotto del livello critico di 1. Sono numeri che giustificano il proseguimento del percorso verso la normalità, anche se non va mai dimenticato che l’incidenza (numero di casi ogni centomila abitanti su base settimanale) è ancora alta, a 704 (ma comunque diminuita rispetto alla settimana prima quando era sopra 900). Per questo è da escludere che l’obbligo vaccinale per gli over 50 e, soprattutto, di Super green pass rafforzato sul posto di lavoro sia eliminato prima della data fissata dal decreto, cioè il 15 giugno. Quando si parla di eliminazione del Green pass non bisogna fare confusione: una cosa è ridurre il numero delle attività in cui è necessario (e con l’avvicinarsi dell’estate sarà richiesto sempre meno di frequente), un’altra è il suo mantenimento come strumento nei contesti più sensibili. E le mascherine? Dopo l’addio all’obbligo all’aperto, il prossimo passaggio interessa i luoghi al chiuso. Su questo c’è estrema prudenza, perché ormai è stato dimostrato che i dispositivi di protezione hanno rappresentato una forma di contrasto alla diffusione del virus efficace e ben sopportata dagli italiani. L’addio alle mascherine nei bar, nei ristoranti, nelle discoteche arriverà tra primavera ed estate. Ultimo step, più complicato: rimuovere l’obbligo di isolamento per il positivo asintomatico, ma su questo gli esperti invitano alla prudenza.

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