Pesaro, stupri di Rimini: «I 3 minori
come jene e mai davvero pentiti»

Stupri di Rimini: «I tre
minorenni come jene
e mai davvero pentiti»
BOLOGNA – «Come iene intorno alla preda» e privi di «ogni segno di pentimento»: sono alcuni dei passaggi delle motivazioni alla condanna a 9 anni e 8 mesi per i tre minorenni, residenti nell’entroterra di Pesaro, ritenuti complici di Guerlin Butungu, condannato a 16 anni, nella vicenda degli “stupri di Rimini”
I tre minorenni, due fratelli marocchini di 15 e 17 anni e un nigeriano di 16, sono stati ritenuti responsabili dello stupro di una turista polacca e di una trans oltre a svariate aggressioni e furti. Secondo il Tribunale «agivano con collaudata e preordinata sintonia, ben coscienti e determinati ad aggredire, picchiare, rapinare, ridurre all'impotenza l'eventuale presenza maschile e quindi ad abusare sessualmente della donna. La prima azione in danno alla coppia uscita dalla discoteca e quella in danno ai due ragazzi polacchi iniziano infatti esattamente nello stesso modo, secondo un copione noto e condiviso, ed hanno avuto esiti diversi solo perché la prima donna ha urlato ed è stata sentita». Per i giudici i minorenni hanno avuto lo stesso comportamento di Butungu che «ha sicuramente avuto una influenza negativa sugli altri, questi non solo hanno scelto di seguirlo, ma soprattutto hanno continuato a farlo, dopo aver visto che non si andava solo a rapinare, ma anche violentare. Appare illuminante una espressione utilizzata dalla transessuale, che ha riferito di aver rinunciato a qualsiasi resistenza avendo visto la loro aggressività e il fatto che erano tutti intorno a lei come iene su di una preda». Il giudice sottolinea come i tre ragazzi abbiano sempre reso «dichiarazioni mendaci, autogiustificatorie, tra loro contraddittorie e sintomo di assoluta assenza di resipiscenza»
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Mercoled├Č 21 Febbraio 2018, 19:04 - Ultimo aggiornamento: 21-02-2018 19:04

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