Screening per gli studenti, il sindaco Ricci si scaglia contro Saltamartini: «I miei conti non sono artefatti»

Lunedì 18 Gennaio 2021 di Silvia Sinibaldi
Il sindaco Matteo Ricci

PESARO - «Basta fare una proporzione elementare per capire che i miei conti non sono artefatti». Il sindaco Matteo Ricci si dice amareggiato dalla reazione dell’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini e pallottoliere alla mano lo invita a rifare i calcoli sulla reale disponibilità di test sierologici per effettuare uno screening degli studenti per rendere più sicuro il ritorno in classe. «Anzi 6».

 

  
«Se a Pesaro su 100mila persone ne sono state testate 13mila, significa che nella regione, un milione e mezzo di residenti, ne saranno testate 200mila. Mi risulta che Pesaro abbia un’adesione tra le più significative e dunque i suoi dati possono fare media. Ma se a conclusione dell’ottima operazione della Regione, Pesaro si assesterà al di sotto della media stando molto larghi, possiamo ipotizzare di raggiungere i 300mila test. Bene, ne avanzano 500mila». 
Quindi Ricci ne deduce che manca la volontà politica almeno nell’assessore Saltamartini e non certo i test per lo screening degli studenti. «Se Saltamartini non intende effettuare questo monitoraggio lo dica chiaramente ma non sostenga che non sia possibile ma dica anche cosa intende fare dei test che saranno in esubero».
«Facciamo un altro conto, questa volta sugli studenti. Nelle Marche i ragazzi che frequentano le scuole superiori sono 77mila. Con 500mila kit sierologici possiamo sottoporli al test 6 volte ciascuno. E sono contento se insegnanti e personale scolastico risulteranno prioritari nella somministrazione dei vaccini ma non credo che questo modifichi la situazione degli studenti. Inoltre non dimentichiamo che, quando verrà il momento, saranno sottoposti a profilassi solo gli studenti della quarte e delle quinte perché fino a 16 anni la vaccinazione non è prevista. I test potrebbero essere effettuati i test proprio scuola. Noi a Pesaro siamo pronti anche a farlo a spese nostre. Da tempo ci stiamo confrontando per identificare il percorso migliore».
Potrebbe esserci un problema di personale da destinare a questo screening? «No, il personale c’è ma nel caso si creassero criticità noi abbiamo già messo a bilancio 40mila euro per coprire i costi dell’operazione e affrontare lo screening a spese nostre. Abbiamo individuato tre istituti dove effettuare i test, scuole baricentriche rispetto all’afflusso degli studenti: il Campus, l’Alberghiero e l’Agraria. Per noi si tratterebbe di testare circa 8.400 ragazzi. Di questo avevo già parlato con Saltamartini e per questo sono rimasto male della sua uscita: siamo in ottimi rapporti, la collaborazione è continua e positiva. Comunque la mia è una proposta di buon senso e che l’abbia lanciata io non significa nulla. Chiedo solo un po’ di sano pragmatismo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA