Prima o poi ti sposo: ritorna il wedding, ma regna ancora la confusione

Venerdì 18 Giugno 2021 di Véronique Angeletti
Pesaro, prima o poi ti sposo: ritorna il wedding, ma regna ancora la confusione

PESARO - Partono decisamente avvantaggiate le coppie che si sposano da ora in poi. Nel sottile algoritmo che regola i rapporti, oltre alla voce “amore”, hanno già dimostrato di aver fatto scorta a futura memoria della virtù della pazienza. Intanto sette matrimoni su dieci previsti già l’anno scorso e rimandati si svolgeranno da questo mese fino a settembre. Mentre gli altri tre sono stati addirittura spostati al 2022. Causa pandemia, hanno dovuto scegliere un’altra data per il giorno più bello e solo da pochi giorni si riesce davvero a capire quali siano i limiti pratici imposti dal decalogo approvato a fine maggio.

 

«La vera difficoltà è saper bene interpretare le nuove norme» interviene Guido Carpi, Ad di Cg Events Production & Design nonché responsabile regione Marche per Feu, acronimo di Filiera Eventi Unita. «Perché è stato pensato e scritto da persone che, purtroppo, non conoscono il nostro settore e ci sono molte zone grigie e informazioni incomplete che fanno sì che, per noi organizzatori di eventi, ci lascia dei margini».
Il decalogo
Prima di tutto il green pass. «È obbligatorio per gli invitati ma anche per ogni persona che partecipa all’evento – spiega il wedding designer - il che significa ad esempio fare più di un tampone per chi non è vaccinato, e spesso sono persone nella fascia 18-59 anni che fanno parte delle squadre organizzative. Qualsiasi evento - si sa - non si prepara e non finisce entro 48 ore». Poi, sorge il problema del controllo. «Le agenzie, i catering, chi gestisce le location non fa parte della pubblica sicurezza, pertanto nessuno può esigere di controllare i documenti. Di conseguenza, si applica il principio che chi partecipa non ha altro responsabile che sé stesso e dunque, salvo la verifica della temperatura, l’ingresso è sulla fiducia». Sul piano pratico, in caso di controllo, responsabile è la persona che ha dichiarato il falso. Nemmeno sulla disposizione dei tavoli, ci sono cambiamenti. «La differenza tra il Dpcm Ristorazione e quello per gli Eventi – commenta Carpi - definisce che, per il primo, i tavoli possono essere al massimo da 6 con un distanziamento tra persone di un metro; mentre per gli eventi la distanza è di 2 metri tra tavoli. Considerando un tavolo del diametro di 180 cm, per il servizio rimane un corridoio di un metro e riusciamo, lasciando lo spazio di 50 cm tra i commensali, a posizionare dieci persone». Infine, sul numero degli invitati, non ci sono indici del numero di persone a metro quadro e l’unico consiglio è di privilegiare i ricevimenti all’aperto. «L’importante – ribadisce Carpi - è avere porte e finestre aperte ma problemi non ce ne saranno perché i matrimoni di quest’anno avranno liste di invitati ridotte proprio per scelta degli sposi. Variano tra 110 e 150 invitati. Quasi sempre – conclude - abbiamo dovuto studiare vari piani alternativi. Il colmo del Dpcm è che impone delle norme incerte in un settore, quello dell’organizzazione di eventi che, per antonomasia, è più di tutto programmazione».
Lato catering
Anche sul fronte del catering il settore riparte ma paga caro la definizione tardiva del Dpcm eventi. «Sono giorni di fuoco» confessano Massimo e Paolo Biagiali che stanno supportando gli sposi che hanno scelto come location, a San Lorenzo in Campo, nel borgo, il ristorante il Giardino e, a Urbino, il resort dei Santi Giacomo e Filippo. «Le coppie - proseguono - adesso hanno delle date sicure e spetta a noi dare certezze per l’accoglienza. Per capire lo scotto del trattamento diverso tra ristoranti ed eventi che stiamo pagando. Basti dire che luglio, il mese dei matrimoni, è stato svuotato e la maggior parte delle cerimonie si svolgeranno da agosto ad ottobre».

 

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