Pesaro, l’Asia chiede il marchio Berloni ma solo per gli elettrodomestici. Nuove offerte per il liquidatore Meloncelli

Sabato 16 Gennaio 2021
Berloni, offerte dall'Asia solo per gli elettrodomestici

PESARO Berloni, in un paio di settimane potrebbe definirsi la continuità della produzione aziendale. Continuano ad arrivare offerte per l’acquisizione del marchio e il liquidatore Alessandro Meloncelli è impegnato a definire il miglior progetto per lo storico marchio di cucine pesarese. E c’è addirittura chi, dall’Asia, vorrebbe solo il marchio da apporre su elettrodomestici. 

 

 

La Berloni è stata posta in liquidazione a fine novembre dopo una serie di divergenze tra i soci Hcg, Wan Yuan Textile e Thermos. Il capannone è stato venduto alla Tecnoplast, una ditta locale (si parla di circa 6,5 milioni di euro ndr). Questo ha portato nuova liquidità in cassa con cui sono state pagate tutte le spettanze ai lavoratori. Al momento sono passati da 85 di novembre a poco più di trenta dopo varie dimissioni per aver trovato altri impieghi. Sono tutti coperti da ammortizzatori sociali come la cassa integrazione covid. Ma ora si giocano due partite. «Rimane da vendere il marchio e la parte relativa all’avviamento della produzione. Quello che stiamo facendo è preparare al meglio la vendita. Il tavolo delle trattative è molto affollato, segno che Berloni è una realtà nota e appetibile nel mondo. Stiamo quindi cercando la migliore formula, ma siamo ottimisti di poter chiudere entro la metà dell’anno. Ci sono tanti investitori con aspettative e caratteristiche diverse. Sono italiani, pesaresi, ma arrivano offerte da tutto il mondo.

C’è chi in Asia ha chiesto di poter apporre il marchio solo su elettrodomestici. C’è chi vorrebbe il marchio solo in Europa o in America. L’obiettivo è valutare un’offerta congrua. Possiamo pensare all’affitto del ramo d’azienda o una cessione del diritto o l’acquisto di quote anche da parte di più soggetti. Dobbiamo quindi ottimizzare la vendita che può risultare anche composita con più soggetti». Altra partita quella della produzione di cucine a marchio Berloni. E’ continuata fino a novembre grazie a un terzista. Una soluzione temporanea, ma sono state vendute cucine per un valore di ben oltre mezzo milione di euro. «L’obiettivo è riprendere la produzione presto, contiamo di definire il tutto in un paio di settimane – spiega Meloncelli - Stiamo ragionando sulla formula perché prima avveniva nei capannoni e tramite terzisti ora, dobbiamo valutare. 

Quello che è certo è che ci sono ordini nuovi, ma tutti sospesi. Un altro segnale dell’importanza del marchio che continua a essere richiesto. Con la vendita del capannone abbiamo comunque conservato i macchinari e i semilavorati cosa che potrà garantire la continuità». Dunque potrebbe non esserci un solo investitore pronto a rilevare l’azienda anche se si era fatto avanti un imprenditore del manifatturiero del territorio con una vasta rete commerciale che aveva necessità di espandere la sua attività. La partita è aperta su più fronti.

 

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