I tesori dei Musei Civici di Pesaro vanno a Roma: assicurati per tre milioni di euro

I tesori dei Musei Civici di Pesaro vanno a Roma: assicurati per tre milioni di euro
I tesori dei Musei Civici di Pesaro vanno a Roma: assicurati per tre milioni di euro
di Miléna Bonaparte
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Mercoledì 7 Dicembre 2022, 02:30 - Ultimo aggiornamento: 08:37

PESARO Pezzi forte dell’arte pesarese salvati da Rotondi, l’uomo che difese la bellezza dai nazisti, sono in viaggio per Roma. Un prestito assicurato per circa 3 milioni di euro. Dipinti e maioliche, in tutto sette opere, lasciano per la stagione invernale i Musei civici di palazzo Mosca per andare in mostra alle Scuderie del Quirinale in occasione dell’evento espositivo “Arte liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra”, in programma dal 16 dicembre al 10 aprile. 
Spiccano la Testa del Battista, il celebre tondo attribuito a Giovanni Bellini, il Cristo deposto sorretto da due angeli di Marco Zoppo e le Storie della vita della Vergine di Paolo Veneziano, piccole tavole superstiti di un antico polittico. 


Le ceramiche


Ai tre quadri si aggiungono preziosi piatti e coppe in ceramica della collezione di Domenico Mazza, nobile pesarese dell’800. La mostra è curata da Luigi Gallo, direttore della Galleria nazionale delle Marche di Urbino e della direzione regionale Musei Marche, e dalla storica dell’arte Raffaella Morselli. Una tappa ducale e pesarese del percorso attraverso i salvataggi del patrimonio artistico italiano dalle distruzioni della seconda guerra mondiale e dai saccheggi delle truppe naziste. C’è non solo il prestito delle opere dei Musei civici messe in sicurezza durante le devastazioni del conflitto, ma anche i protagonisti di questa epopea, con in testa Pasquale Rotondi, l’allora soprintendente delle Marche che nell’Arca dell’arte ha salvato dai bombardamenti e dalle razzie oltre diecimila opere, nella Rocca di Sassocorvaro, ma anche nel Palazzo dei principi di Carpegna e nei sotterranei della Cattedrale e di Palazzo Ducale di Urbino. Non a caso nella comunicazione grafica della mostra occhieggia la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca.


La storia


«I tre dipinti prestati alle Scuderie del Quirinale - spiega Francesca Banini, coordinatrice del settore Cura e gestione del patrimonio artistico per il servizio Beni e attività culturali del Comune - fanno parte delle opere che trovarono asilo nella Rocca di Sassocorvaro durante la seconda guerra mondiale, in base all’elenco stilato da Rotondi al termine dell’operazione di salvataggio. Anche le quattro maioliche furono oggetto di messa in sicurezza da parte del soprintendente e appartengono alla collezione Mazza». 


La preparazione


Capolavori dei Musei civici imballati alla volta delle Scuderie del Quirinale che hanno richiesto la copertura assicurativa di 2.775.000 euro. Questo perché fra trasporto, allestimento, contatto con il pubblico la vita di un’opera d’arte in prestito può essere rischiosa. Al primo posto, per valore economico e pregio artistico, c’è il celebre Cristo deposto sorretto da due angeli di Marco Zoppo, datato 1471, l’opera proviene dalla chiesa di San Giovanni e ha richiesto una polizza di 1.100.000 euro. 
Segue il dipinto le Storie della vita della Vergine di Paolo Veneziano, tempera di provenienza ignota, valore assicurativo 1.000.000 euro. E poi la Testa del Battista, il tondo attribuito a Giovanni Bellini o Marco Zoppo, databile tra 1465 e 1471, proviene dalla chiesa di San Giovanni, valore 300.000 euro. Delle maioliche prestate, tutte del ’500, fanno parte il piatto da pompa Speranza Bella di Deruta, polizza 150.000 euro; il piatto Ercole e Deianira di Urbino, 75.000 euro; la coppa Diana converte Atteone in cervo di Urbino, 75.000 euro; e la coppa Eteocle e Polinice sul rogo di Pesaro, 75.000 euro.


Il progetto artistico


La mostra “Arte liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra” è accompagnata da incontri, progetti letterari, podcast e taccuini di viaggio per raccontare le tante storie di come, città per città, si mise in salvo la bellezza grazie a soprintendenti, studiosi, religiosi, semplici cittadini che si resero protagonisti di una grande impresa. 
 

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