Marche Nord, sanità al bivio. Interviene Ruggeri: «Acquaroli dica il suo piano»

Domenica 6 Dicembre 2020 di Lorenzo Furlani
Marta Ruggeri

PESARO  - L’esternazione che ha mandato in fibrillazione negli ultimi giorni i vertici dell’azienda ospedaliera e irritato oltremodo il sindaco Ricci, ovvero «Marche Nord non è più un dogma», è un semplice sillogismo, seppure rivoluzionario rispetto alla programmazione sanitaria regionale degli ultimi 11 anni. Stefano Aguzzi si è preso il merito di averlo espresso pubblicamente per primo.

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Ossia: l’azienda Marche Nord (costituita con legge nel 2009 e diventata operativa il primo gennaio 2011) è nata per realizzare l’ospedale unico di Pesaro e Fano, l’ospedale unico non si farà più per il cambio di indirizzo del centrodestra, quindi i due ospedali cittadini possono tornare sotto la gestione di Asur e Area vasta, realizzando un’economia di spesa con la soppressione della direzione aziendale.

Ma il dubbio che imbriglia l’ulteriore accelerazione del dibattito sulla sanità di questo vertiginoso inizio di legislatura nelle Marche è se l’assessore regionale al lavoro abbia espresso un’opinione personale o piuttosto il sentire condiviso della giunta Acquaroli. Per chiarirlo ha presentato un’interrogazione al presidente e all’assessore alla sanità Saltamartini la capogruppo regionale pentastellata Marta Ruggeri, a cui la congiuntura del cambio di maggioranza, preceduto dallo strappo consumatosi proprio sulla sanità tra M5S e Pd, ha assegnato il ruolo di testa di ariete delle nuove politiche, sfondando contro il project financing e aprendo una breccia contro la clinica privata di Fano. «Quali sono - è la domanda piana che apre scenari alternativi profondamente diversi - le intenzioni di questa amministrazione regionale in merito al futuro dell’azienda “Ospedali Riuniti Marche Nord” nel nuovo contesto di riordino dei servizi sanitari e delle strutture ospedaliere regionali in programma?».

Le ipotesi sono due. L’esternazione dell’assessore regionale Aguzzi, politicamente coperta dalla condivisione con il direttivo provinciale di Forza Italia, è stata un’iniziativa personale volta ad acquisire visibilità su un tema non connesso alle sue deleghe ma di grande impatto sul suo ambiente elettorale, anticipando l’orientamento della giunta (nuovo ospedale di Pesaro di 400 posti letto invece di un ospedale unico da oltre 650) con una conclusione logica e soggettiva sull’azienda Marche Nord. Oppure è stata un’uscita mediatica concordata in giunta o comunque con il presidente per misurare le reazioni, appunto un ballon d’essai, e verificare la sostenibilità politica del superamento di Marche Nord.

In ogni caso, il risultato ottenuto è stata un’ulteriore incrinatura dei rapporti nel centrosinistra e tra Fano e Pesaro, con l’isolamento del Pd e lo smarcamento dal collega Ricci del sindaco di Fano Seri, che ha rilanciato l’idea dei servizi sanitari organizzati per vallate salutando con favore il superamento dei dogmi. Con il M5S impegnato a sfondare politicamente anche sulla sua posizione storica contraria alla logica aziendale di Marche Nord. 

 

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