Urbanistica, una rivoluzione oltre 30 milioni da sbloccare

Domenica 16 Febbraio 2020
IL PROGETTO
PESARO Tanti appartamenti, ma anche spazi commerciali, direzionali, uffici. E si porteranno dietro ciclabili, rotatorie, sistemazione di strade, arredi e fogne. Una delibera urbanistica pesante, quella che sta per iniziare l'iter istituzionale, prima in commissione Urbanistica martedì, poi in consiglio comunale, che ridisegnerà diverse aree della città andate in declino, soprattutto siti produttivi non più in funzione, ma anche uno spazio dove ancora c'è attività. Sono i Poru, i Piani operativi di riqualificazione urbana.
La storia
Uno strumento urbanistico introdotto dalla Regione con la legge di quasi dieci anni fa, che Pesaro aveva assorbito nei mesi successivi, per spingere i privati a presentare piani di riconversione di aree urbane dismesse, attraverso demolizioni e ricostruzioni. Un pacchetto di interventi che arriva in un periodo caldo per le discussioni in campo urbanistico e ambientale a Pesaro, dopo l'ultima assemblea degli ambientalisti, nella quale si è tornati a contestare la variante della Celletta, compresa la decisione di spostare le edificazioni in altri siti, con la richiesta, invece, di cancellare in toto la previsione per non consumare ulteriore suolo. In questo caso si va ad incidere, seppur realizzando nuovi spazi commerciali, terziario e soprattutto residenziale, su aree nelle quali si è già costruito in passato. Nel 2013 i privati in realtà non si tirarono indietro, tanto che arrivarono agli uffici 32 Poru. Non tutti ammissibili, in particolare erano finiti sotto la lente dell'opinione pubblica i tre piani legati all'ex Amga.
Andamento lento
L'ex sindaco Ceriscioli, oggi governatore delle Marche, dopo una riunione di maggioranza, aveva fulminato i proprietari, bocciando i piani che indirizzavano alla bonifica del sito di via Morosini solo la parte di plusvalore (il 40%) che in realtà era già destinato dal Poru al Comune. E quindi non emergevano nuovi fondi privati per bonificare l'ex Amga. L'operazione complessiva è andata sempre molto a rilento, ripresa all'inizio dello scorso mandato dall'ex assessore De Regis, poi, arrivati a chiudere il cerchio intorno a sei Poru, di nuovo il freno a mano tirato. Otto mesi dopo l'inizio del nuovo mandato, ottenuti i pareri degli enti della Conferenza dei servizi, ecco che i Poru ritornano, probabilmente per lo step conclusivo, anche se in discussisone va l'adozione della delibera omnibus divisa in sei ambiti, alla quale dovranno fare seguito i passaggi legati a osservazioni, approvazione, prima di poter poi rilasciare i permessi per costruire. I Poru, che potrebbero sbloccare 30 milioni di investimenti privati a Pesaro, sono sei.
Sotto la lente
Uno in centro storico, con la riconversione dell'ex convento di via Guidi (vedi articolo a lato), e gli altri nei quartieri periferici, da Cattabrighe a Pantano, fino a Villa San Martino, Tombaccia Torraccia. Esaminiamoli nel dettaglio. In via Metauro, zona Cattabrighe, è prevista la realizzazione di edifici residenzali al posto dell'area produttiva ormai in degrado, costituita da capannoni industriali con coperture in eternit. Restando a Cattabrighe, il Poru della Fornace Mancini, porterà al posto dell'attività artigianale dismessa, dove si producevano materiali in legno e commercio di legnami, dopo la demolizione del deposito in pessime condizioni, tutti appartamenti, ma anche parcheggi e giardini. A carico dei privati, come quota di plusvalore, anche una separazione delle fogne nere a Roncaglia. Spostiamoci a Pantano, nell'edificio di via Giolitti del Tack's. Quel sito verrà riconvertito e indietreggiato di 15 metri realizzando una nuova struttura a destinazione terziario-residenziale, collegata ad un nuovo sistema viario.
Le suddivisioni
Per i proponenti, ci sarà a carico anche una rotatoria fuori comparto, per raccordare via Giolitti, via Peschiera e la nuova strada di collegamento tra via Giolitti e via Labriola. Dal Poru Torraccia-Tombaccia-Villa San Martino, è stata stralciata l'edificazione nel Parco del Caprilino, che oggi ospita un centro sociale, spostando tutti i diritti in via Paganini, a villa san Martino, di proprietà degli stessi proponenti, dove sarà possibile realizzare nuovi edifici commerciali e attività direzionali, un parcheggio pubblico adiacente l'interquartieri e una ciclo-pedonale per collegare il parcheggio stesso e via Paganini.
Thomas Delbianco
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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