Ora il giallo fa paura «Rischiamo di perdere l'occasione del Natale»

Domenica 19 Dicembre 2021

LA RESTRIZIONI
PESARO L'annuncio delle Marche in zona gialla da domani ha accentuato il clima di incertezza, percepibile sia fra i ristoratori sia fra gli albergatori. Un punto interrogativo, ora ancor più voluminoso, penzola sui cenoni del Natale e sui veglioni del Capodanno. L'abbandono della zona bianca è un passo indietro dalle conseguenze limitate, se si pensa alle sole restrizioni (obbligo di mascherina anche in strada), ma è il contraccolpo psicologico l'aspetto più preoccupante.
«Siamo organizzati per la sicurezza
«I nostri alberghi afferma Paolo Costantini, presidente dell'Associazione pesarese albergatori già organizzati e attrezzati per garantire sicurezza, resta però il fatto che i turisti percepiscono la stretta precauzionale e di conseguenza aumenta il loro livello di attenzione verso la meta delle vacanze. Le prenotazioni erano poche prima e rimangono esigue adesso, vediamo che cosa succederà nei prossimi giorni, in particolare per quanto attiene al Capodanno. Del resto il passaggio alla zona gialla è recentissimo e in anticipo sulle tempistiche previste fino a poco fa».
La nuova stretta è stata disposta una settimana prima, sulla tabella ministeriale di marcia, per la repentina impennata di tre fattori legati al Covid: oltrepassati i limiti di incidenza e saturate le terapie intensive, è stato rilevato anche un deciso aumento dei ricoveri nell'area medica. «Intorno a Natale aggiunge Costantini si potrà capire meglio quale sia la tendenza, speriamo che siano almeno confermate le attuali prenotazioni. Purtroppo sono proprio i gruppi organizzati la fascia turistica che sta soffrendo di più l'attuale stato di cose». La progressione della pandemia ha di fatto congelato un rito del periodo natalizio, quali sono i festeggiamenti nelle piazze per il passaggio dal vecchio al nuovo anno. Meglio evitare che le persone tornino a concentrarsi in uno stesso spazio e il conseguente rischio di dare ulteriore campo ai contagi, hanno concordato i Comuni più grandi della nostra provincia insieme con la Prefettura.
In calo viaggi, pranzi , cene e regali
«Meno viaggi argomenta Amerigo Varotti, direttore di Confcommercio quindi meno turisti per gli alberghi, meno uscite al ristorante e meno regali, quindi meno consumi. Questa situazione è molto preoccupante e se il periodo natalizio era atteso come possibilità di rilancio per il settore economico, si rischia invece che si traduca in un'occasione persa. Il momento è difficile, le imprese delocalizzano, oppure chiudono o licenziano, e adesso anche la ripresa del contagio. Regione e Governo dovrebbero dare risposte risolutive, prevedendo ristori adeguati per operatori che, più di altre categorie, sono stati danneggiati dalla pandemia».
Gestire nel miglior modo possibile l'attuale complicata fase dipende anche da una buona comunicazione secondo Boris Rapa, albergatore che è stato dirigente di categoria e consigliere regionale. Non è questione facile, comunque: «In simili circostanze è naturale che il turista si chieda se la situazione possa peggiorare. È quindi necessario che le istituzioni si adoperino per ricreare un clima di sicurezza e fiducia, accreditando le Marche come una destinazione capace di dare le massime garanzie. Bisogna evitare l'eccesso di preoccupazione e allo stesso tempo di prendere sottogamba lo stato attuale della pandemia, perché poi può essere un attimo passare dal giallo all'arancione e al rosso».
È L'escalation che preoccupa
È questa l'escalation che preoccupa di più Alessandro Ligurgo, vicedirettore provinciale di Confesercenti: «Gli operatori dei pubblici esercizi sono tutti abbastanza tranquilli. Dalla zona bianca alla zona gialla cambia davvero poco e in precedenza le attività hanno investito sulla sicurezza. Un ulteriore inasprimento delle limitazioni sarebbe terribile, ma continuando con le dovute attenzioni non credo che avverrà. In questo senso ci sta l'atteggiamento precauzionale adottato dagli enti locali per il Capodanno». Mario Di Remigio, presidente dei ristoratori Confcommercio, parla di «operatori tutti sul chi va là: prenotano in pochi e quei pochi che lo fanno sono di solito piccoli gruppi». Tiziano Pettinelli, direttore di Confesercenti a Fano, ritiene che la situazione sia figlia «di una comunicazione poco chiara ed equivoca sulla pandemia, tanto da mettere in discussione anche il vaccino. Dato per acquisito che chi si immunizza riduce il rischio di conseguenze peggiori, non si riesce a uscire da una condizione di dubbio che orienta le persone a scelte conservative».
Osvaldo Scatassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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