In città una Green line al posto della ferrovia e Sottomonte liberata

Lunedì 17 Gennaio 2022

L'INFRASTRUTTURA
PESARO Se ne parla da decenni, ma oggi a rilanciare la questione dell'arretramento della ferrovia, arrivano i fondi del Ministero. Il che rilancia gli entusiasmi insieme ai nodi da sciogliere, dato che il senso degli eterni dibattiti sull'arretramento sta nel trasferire non tanto la stazione dal centro verso l'interquartieri, in zona Villa San Martino, quanto nel liberare la costiera adriatica dall'ingombro dei binari. E non parliamo solo di Sottomonte, ma anche di Baia del Re e poi Fano, Torrette, Ponte Sasso, Marotta e ancora giù a sud. Tanto che già i sindaci degli altri Comuni interessati si fanno sentire: il sindaco di Fano, Massimo Seri, per ribadire che il progetto va avanti insieme a Pesaro, il sindaco di Mondolfo, Nicola Barbieri, per avvertire che anche lui vuole essere della partita.
La partita da giocare
Partita per cui ancora non c'è il fischio d'inizio, ma siamo ai riscaldamenti. Nel frattempo a Pesaro, l'annuncio del sindaco Matteo Ricci in chiusura degli Stati Generali, sprona lo slogan immagina, puoi. Spiega il vicesindaco Daniele Vimini: «La possibilità ora concreta di arretramento della ferrovia apre scenari entusiasmanti e impensabili solo fino a qualche tempo fa. Cosa sarebbe la spiaggia di Sottomonte senza i binari e la scomparsa della massicciata possiamo immaginarlo tutti, ma cosa diventerebbe ad esempio il quartiere di Pantano possiamo ricavarlo da due esempi esistenti, nati da dismissioni analoghe, ovvero la Highline di New York e la Promenade Plantée di Parigi che ho avuto la possibilità di visitare negli ultimi anni. Al Ministero abbiamo proposto esattamente una Green Line che possa attraversare la città ed essere percorsa a piedi, in bicicletta e da piccoli mezzi pubblici elettrici su gomma. Sempre al Ministero abbiamo posto la richiesta di includere nell'arretramento anche tutta la città di Fano, in quel caso credo che la ferrovia non sarebbe l'unica barriera a cadere, ma diventerebbe più facile ragionare di politiche e servizi integrati tra due grandi comunità».
Il documento
Come riporta il Documento strategico della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci, consultabile sul sito web del Mit (Ministero Infrastrutture-Trasporti) e datato 30 dicembre ci sono, come ha annunciato il sindaco Ricci, nuove risorse previste dalla legge di Bilancio 2022 per investimenti da destinare alle varie modalità di trasporto, in particolare per il settore ferroviario. Fra gli interventi finanziati la realizzazione della linea ferroviaria Adriatica alta velocità e alta capacità con uno stanziamento di 5 miliardi di euro dal 2022 al 2035. Ma a sentire i tecnici che collaborano con l'Amministrazione sul nodo infrastrutture, al momento il disegno del nuovo tracciato, parallelo all'A14, arriverebbe fino al territorio di Fano.
Le clausole
Il Comune di Pesaro ha chiesto al Ministero alle Infrastrutture e Trasporti di includere nell'arretramento dell'attuale tracciato anche l'intero tratto che attraversa Fano. «Il piano di fattibilità di Ferrovie dello Stato è esattamente quello mostrato nel corso degli Stati Generali chiarisce il sindaco Ricci ma con un limite, ovvero che l'arretramento si ferma a Fosso Sejore. Per questo stiamo trattando con il Ministero in modo tale da rimodulare il disegno, proseguendo in ingresso a Fano, seguendo sempre il tracciato autostradale e delle gallerie alle spalle. A parere dei nostri Comuni, da una prima analisi costi-benefici, il rientro a Fosso Sejore ha un costo economico quasi uguale all'onere prodotto dall'arretramento su Fano».
Costi e benefici
«Al piano di fattibilità che Ferrovie aveva prodotto qualche anno fa - prosegue Ricci - lo stesso Ente ha richiesto ai Comuni interessati di abbinare un progetto di rigenerazione urbana dell'attuale asset ferroviario. Di qui con i professionisti interni alla macchina comunale, ad iniziare dall'ingegnere Mauro Moretti, è nata la proposta per la cosiddetta Green line aperta alla mobilità dolce, in bici o pedonale, dove invece ora corrono i binari. Del pacchetto complessivo di 5 miliardi, in sinergia con Regione Marche e Comune di Fano, dobbiamo riuscire a intercettare una parte dei fondi necessari all'arretramento. Resta il fatto che la proposta di trasformazione da noi avanzata, rientra nelle corde del Ministero con l'auspicio che lo stesso possa verificare l'estensione dell'intervento anche per Fano».
Letizia Francesconi
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