Coronavirus, allerta weekend: controlli al mare, vietato prendere il sole in spiaggia

Sabato 9 Maggio 2020 di Michela Allegri
Coronavirus, allerta weekend: controlli al mare, vietato prendere il sole in spiaggia

L'allarme è per il primo week-end della Fase 2, che arriva dopo quasi due mesi di lockdown. Il timore del Viminale è che, visto il bel tempo, vengano prese d'assalto spiagge, ville, seconde case, località di villeggiatura. E anche se viene nuovamente fatto appello al senso di responsabilità dei cittadini, ricordando che l'allentamento delle prescrizioni deve essere fatto in modo graduale, il ministero dell'Interno ha deciso di potenziare i controlli anti-assembramento. D'altronde, le immagini dei Navigli a Milano gremiti di gente nelle ore dell'aperitivo, o quelle delle spiagge di Mondello prese d'assalto, con decine di persone che fanno il bagno e prendono il sole, preoccupano.

Fase 2: tutte le riaperture. I ristoranti dal 18: distanziati a tavola. Da giugno i teatri. Il documento



Allerta alta anche a Pescara, dove le riaperture anticipate delle spiagge il primo maggio avevano provocato molte polemiche a causa dell'ammasso di persone. E ora si teme una nuova ondata in Fase 2. Proprio per questi motivi, i servizi di pattugliamento sono stati rimodulati e intensificati. Spiagge, parchi, laghi, fiumi, località turistiche e abituali luoghi di ritrovo diventano sorvegliati speciali. Le verifiche saranno meno intense sui mezzi pubblici, in modo da concentrare le forze in ingresso e in uscita dalle città e nelle zone di villeggiatura, così come lungo le strade che portano a mare, montagna, laghi, campagna. C'è anche un dettaglio curioso che riguarda le località marine: il decreto del Governo prevede che in spiaggia si possa correre, camminare, raggiungere l'acqua e nuotare, ma è vietato fermarsi in gruppo e sdraiarsi a prendere il sole.
 

 


In questo fine settimana non si temono solo le gite fuori porta, ma anche la movida incontrollata. Verranno quindi intensificati i presidi davanti ai locali che forniscono sevizi d'asporto, per accertarsi che non si creino assembramenti e che i clienti consumino cibo e bevande lontano dagli ingressi, senza formare capannelli di persone.
 


LA CAPITALE
Nella Capitale i nuovi controlli sono partiti ieri sera, con le forze dell'ordine incaricate di monitorare la situazione nelle piazze della movida, come Trastevere, San Lorenzo, Ponte Milvio. Molti agenti sono stati spostati sulle strade in uscita dalla città, verso il litorale, i laghi e i Castelli. Sono stati rafforzati anche i presidi all'interno di parchi e ville storiche, molto frequentati da runner, famiglie con bambini, ciclisti. Ci saranno anche polizia e carabinieri a cavallo per incrementare la sicurezza.

LE CITTÀ
Il week-end di bel tempo e di libertà vigilata preoccupa tutta l'Italia. E, oltre alla Capitale, tante città si sono preparate per fronteggiare eventuali trasgressioni. In Liguria, per esempio, si teme l'arrivo di un'ondata di vacanzieri, soprattutto provenienti dalla Lombardia. E per questo motivo il confine è stato chiuso. Lo ha detto il presidente della regione Giovanni Toti: «Il confine è chiuso con tutte le regioni e nessuno può venire in Liguria. I controlli saranno stringenti». Anche Toti fa appello alle coscienze individuali e si dice fiducioso: «Oggi c'è più responsabilità. Mi fido del buonsenso». E in effetti anche i numeri delle ultime sanzioni diffusi dal Viminale raccontano di un calo nelle trasgressioni e di un senso di responsabilità aumentato, anche se il vero banco di prova dell'Italia saranno i prossimi due giorni. Giovedì sono state controllate oltre 175mila persone e di queste 1.894 sono state sanzionate. Ne sono state invece denunciate 27 per false dichiarazioni e 4 per aver violato la quarantena. Le attività commerciali controllate sono state circa 67mila, con 130 sanzioni e 43 provvedimenti di chiusura.
 
 
 
 

Ultimo aggiornamento: 13:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA