«Ascoli-Antrodoco, attenzione a entrare nel tunnel degli sprechi»

Lunedì 26 Ottobre 2020
LE INFRASTRUTTURE
ASCOLI Sembra che finalmente ci sia una concorde volontà di percorrere con maggiore convinzione il tortuoso e secolare percorso che mira alla realizzazione della Ferrovia dei Due Mari. Prova ne sia da una parte la decisione di far effettuare lo studio di fattibilità del tratto ferroviario da Ascoli ad Antrodoco, dall'altra l'unanime e convinta volontà di tutte le forze politiche locali ad impegnarsi per la realizzazione di questa fondamentale infrastruttura, scelta confermata ufficialmente dal sindaco Marco Fioravanti nel corso dell'incontro dedicato alla realizzazione della Macro Regione Adriatica e con la solenne promessa di porre il massimo impegno per il conseguimento di questo prestigioso obiettivo sino a poco tempo fa inimmaginabile. Ma come si suol dire il diavolo si nasconde nei dettagli. «In concreto - afferma Gaetano Rinaldi presidente di Italia Nostra - bisogna evitare che gli incaricati della realizzazione delle studio di fattibilità indichino un percorso della tratta che preveda un costo enorme magari proponendo la realizzazione di un numero spropositato di gallerie. Giustificando la scelta con la necessità di assicurare una velocità maggiore».
La Ferrovia dei due mari
In realtà, per la Ferrovia dei Due Mari, non è questa l'esigenza insopprimibile. Si tratta, infatti, di privilegiare un percorso che per gran parte, anche se con una velocità ridotta, venga, come sostiene giustamente l'esperto professor Gabriele Bariletti «realizzato in modo tale che i costi siano compatibili con i benefici e che il tracciato sia tale da seguire al massimo i profili territoriali, da avere valenza turistica (meno tunnel possibili) e sociale in modo da servire davvero ai territori attraversati consentendo di farli uscire dall'attuale inaccettabile isolamento, di far scoprire angoli di stupefacente fascino, di permettere un collegamento eco compatibile tra l'Adriatico e il Tirreno, di consentire un accesso comodo ed ecosostenibile ai due Parchi Nazionali dei Monti della Laga e del Gran Sasso e a quello dei Monti Sibillini, oltre a permettere un fantastico collegamento ferroviario tra tutte le città d'arte del Centro Italia. Ovvero da Sulmona all'Aquila, da Ascoli a Rieti e Roma, da Foligno a Perugia sino ad Arezzo e Firenze. Insomma una vera e propria rivoluzione che deve poter essere realizzata con un limitato impegno finanziario, di gran lunga inferiore a quello imponente necessario per la realizzazione del collegamento ad alta velocità tra Roma e Pescara e al raddoppio della linea ferroviaria Ancona Roma.
In concreto bisognerà evitare che si ripeta quanto occorso per la realizzazione della tratta tra Rieti e Passo Corese quando in luogo di scegliere le proposte nello studio di fattibilità redatto, su incarico della Regione Lazio , dalla Università Roma TRE, che prevedeva un costo in perfetta linea con il budget previsto dallo Stato di Euro 350 milioni di Euro, al netto delle tasse soli 305 milioni, fu dal ministro Lunardi dato incarico per un altro studio di fattibilità a RFI e per conto di quest'ultima all'Italfer che previde un costo di Euro 792 milioni, del tutto fuori dalle previsioni di spesa ritenute accettabili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA