Cantieri aperti, grandi manovre nel crocevia del Mediterraneo

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Diodato Pirone
Cantieri aperti, grandi manovre nel crocevia del Mediterraneo

La riapertura del dossier Stretto di Messina, con l’eventuale scelta fra ponte e tunnel sottomarino affidata a una Commissione, sarà l’ultima, amara, promessa italiana sulle Grandi Opere? Si vedrà, i precedenti non sono lusinghieri. E tuttavia, l’improvvisa abbondanza di fondi europei a partire dal prossimo anno potrebbe modificare un quadro piuttosto desolante. Secondo il Servizio Bilancio della Camera al 9 agosto 2019 il numero totale delle opere infrastrutturali incompiute era diminuito del 15,6% rispetto all’anno precedente ma era pur sempre altissimo: 546. Non che tutto sia fermo. Sono in azione, ad esempio, i cantieri della ferrovia Torino-Lione e anche quelli della Napoli-Bari e nei mesi scorsi il ministero delle Infrastrutture ha lanciato il piano Italia Veloce basato su un vorticoso giro di miliardi destinato a rilanciare la costruzione di ben 65 grandi opere giudicate prioritarie. 

I dossier

Non è il primo annuncio del genere e non sarà l’ultimo ma forse questa volta davvero qualcosa si sta muovendo per dossier storici come il rafforzamento della linea ferroviaria Fortezza-Verona verso il Brennero, la costruzione di un nuovo lotto della statale Jonica 106 in Calabria e il raddoppio di una parte della Telesina fra Benevento e l’autostrada A1. Gare miliardarie sembrano imminenti per il potenziamento della rete ferroviaria siciliana ma anche per opere attese da decenni nel Lazio come la Roma-Latina e il risanamento delle Ferrovie Roma Lido e Roma Viterbo, disperazione quotidiana di decine di migliaia di pendolari. Sul fronte delle metropolitane è stato da poco approvato il progetto preliminare della seconda linea metro di Torino mentre anche per i porti sembrano essere stati finalmente sbloccati non meno di 500 milioni di euro. Ma la vera incognita resta quella di sempre: fin dove il governo riuscirà a respingere le ondate ambientaliste eil burocratismo che fino ieri sono state il vero fattore freno? Si vedrà. Del resto, il libro dei sogni è lunghissimo e di questo elenco il ponte o il tunnel sullo Stretto di Messina è sicuramente l’apice: se ne parla fin dal 1800. Ma anche su questo fronte c’è una novità importante: il Nord Africa sta costruendo una linea ad Alta Velocità di 1.200 chilometri che collegherà Tunisi con il Marocco. Di fronte all’Italia sta per nascere un’area economica che produrrà merci a basso costo.
Questo flusso commerciale rischia di essere intercettato dalla sola Spagna a meno che non si doti il Sud e la Sicilia di una linea ferroviaria ad Alta Velocità degna di questo nome in grado di indirizzare le merci verso il Nord Europa. Il Ponte o il Tunnel fra Sicilia e Continente, a questo punto, saranno una necessità.
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Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 16:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA