Maxi incendio, i Canadair per spegnere i focolai alle Pale di San Lucano. Zaia: stato di crisi

Maxi incendio, i Canadair per spegnere i focolai alle Pale di San Lucano. Zaia: stato di crisi
di Raffaella Gabrieli e Damiano Tormen
5 Minuti di Lettura
Giovedì 25 Ottobre 2018, 08:35 - Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 15:00

TAIBON AGORDINO (Belluno) - Risolto in tarda mattinata il giallo dell'escursionista disperso nel maxi incendio che da ieri sta flagellando la prima Pala di San Lucano (GUARDA LE IMMAGINI DEL ROGO). Il sindaco di Taibon, Silvia Tormen, aveva avvertito: «Sono  stati trovati stamani al bivacco Bedin dai soccorritori e alcune attrezzature fotografiche e un sacco a pelo». Scattate subito  le ricerche. Più tardi s'è saputo che si trattatva di materiale di un escursionista fuggito precipitosamente all'arrivo delle fiamme.

LA CAUSA PIU' PROBABILE: UN ALBERO SULL'ELETTRODOTTO
L'incendio che da ieri sta interessando la zona di taibon con molte probabilità è stato originato dalla caduta di una pianta su un elettrodotto. Per questo il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, ha esortato ad «interrare l'elettrodotto».

ORE 19 - L'INCENDIO NON AVANZA PIU'
Non avanza più, anche se resta esteso su un fronte di 7 km, il gigantesco incendio che da ieri interessa i boschi della Valle di San Lucano. Lo riferiscono fonti dei Vigili del fuoco. Il rogo è stato combattuto per tutta la giornata di giovedì, anche con 4 Canadair e tre elicotteri, che hanno sganciato tonnellate d'acqua.  


IMMAGINI IMPRESSIONANTI PAUROSO ROGO NELL'AGORDINO - La colonna di fumo nero: l'incendio si mangia la montagna /VIDEO

L'EVACUAZIONE - Lo stesso sindaco Tormen di Taibon, la località e maggiormente interessata dall'incendio, ha annunciato che dalle 11 di stamani  si è provveduto alla sgombero della frazione di Col di Pra. L'allontanamento degli abitanti si è reso necessario a causa del denso fumo che avvolge la zona.

LO STATO DI CRISI In relazione all'incendio il governatore Luca Zaia ha appena firmato lo stato di crisi  Oggi, giovedì 25, alle 16.30, in Comune si terrà un vertice di tutte le forze impegnate nelle operazioni di spegnimento, convocato dall’Assessore alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin.

L'INCENDIO VISTO DAL SATELLITE (foto ilmeteo.it)


IL FENOMENO METEO - Il Bellunese si ritrova col Föhn puntato addosso e le conseguenze sono devastanti con il gigantesco incendio in Agordino ancora non donmato. E ieri nel giro di un'ora ha visto salire il termometro di 10°: in tutta la provincia sembrava di essere in estate piena. Merito (o colpa) del Favonio, il vento di caduta caldo e secco che si scalda valicando le montagne e che ha portato temperature mai visti a fine ottobre: a Feltre  la massima ha toccato i 30,5°C, a Belluno 29,2°, ad Agordo si sono superati  i 27°C.  Ed è proprio in Agordino che è scoppiato il maxi incedio che ha oscurato il cielo di tutta la Valle fino a Belluno con ceneri anche nell'Alta marca e nel Vittoriese. Stamani all'alba le operazioni di spegnimento sono riprese con i Canadair in azione. Sono stati anche ritrovati i due giovani  bloccati ieri in quota e che hanno trascorso una notte in un canalone innevato: sono stati riportati sani e salvi a Cencenighe.  L’elicottero è riuscito a raggiungere il canalone e portare in salvo i due escursionisti di 29 e 34 anni.
 



L'ESPERTO - «Si tratta di uno degli eventi di Favonio più importanti degli ultimi 20-30 anni - assicura Robert Thierry Luciani dell'Arpav -. Le temperature si sono alzate di una decina di gradi nel giro di qualche ora e hanno sfiorato i 25°C oltre i 1.500 metr». Tutto causato dal  Föhn appunto che ha portato raffiche anche di 140-150 chilometri orari. «Le temperature sono da record per il periodo - conclude Luciani -. Per alcune stazioni andremo ben oltre i record storici del mese di ottobre. Abbiamo avuto uno dei mesi di settembre più caldi, insieme al 1997».

PREVISIONI - Anche il caldo anomalo ha comunque le ore contate. Appena cesserà il Föhn, le temperature torneranno a scendere. Già il fine settimana sarà caratterizzato da piogge diffuse, anche di forte intensità, con nevicate possibili fino a 1.800 metri.
 
 

LA RABBIA DEL SINDACO: INTERRARE L'ELETTRODOTTO
«Interrare in montagna non è un opzione, è l'unica via sicura: lo ribadiamo ora, ma lo avevamo già messo nero su bianco nelle nostre osservazioni al progetto di razionalizzazione presentato da Terna, sottolineando come fosse l'unico strumento per contrastare le situazioni di pericolo». Così il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, commentando l'incendio che da ieri sta interessando la zona di taibon Agordino (Belluno) e ritenuto con molte probabilità originato dalla caduta di una pianta su un elettrodotto.

«Non importa - prosegue Massaro - se l'interramento è l'opzione più costosa. Vogliamo dare un prezzo ai disagi per i cittadini e per le aziende che si sono trovate senza energia elettrica, alla paura che si vive a Taibon e Cencenighe oggi, al pericolo che hanno corso gli escursionisti?». Per il sindaco del capoluogo «e linee aree non possono continuare a esistere nel nostro territorio», dato che a causa di «neve, vento, o frane provocate dalla pioggia ogni condizione meteo rischia di creare gravi problemi per la sicurezza. Terna riveda le sue intenzioni - conclude Massaro - e decida di interrare perchè le nostre comunità non possono vivere con questo incubo».

 
 


 

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