Regione, opere e investimenti per mezzo miliardo con il Pnrr. Ma il programma va concluso entro il 2026. Ecco i dettagli del piano

Domenica 15 Maggio 2022 di di Martina Marinangeli
Il palazzo della Regione

ANCONA Quasi mezzo miliardo. Per la precisione, 465,6 milioni di euro. A tanto ammonta la fetta di Piano nazionale di ripresa e resilienza - e di Fondo complementare - che si troveranno a gestire gli uffici regionali da qui al 2026, nella maggior parte dei casi in qualità di soggetto attuatore. Un plafond di tutto rispetto che si aggiunge ai segmenti di Pnrr declinati direttamente sui Comuni ed a quelli che resteranno appannaggio dei vari ministeri. Spendere in fretta e spendere bene, è il mantra che circola per i corridoi di Palazzo Raffaello, dove è stato messo a punto un cruscotto riepilogativo delle diverse Missioni con rispettivi finanziamenti.

 

A partire dall’intervento di rafforzamento delle ciclovie turistiche, che inizialmente aveva visto escluse le Marche, poi ripescate con decreto interministeriale ed ora destinatarie di 27,5 milioni per la realizzazione di 67 km di ciclovia lungo tutto il territorio regionale. 

C’è poi il segmento da 7 milioni per il rinnovo del parco ferroviario regionale, che annovera l’acquisto di un treno Rock, e quello da 15,06 milioni per il rinnovo delle flotte bus del trasporto pubblico locale extraurbano. Il piano degli investimenti è stato per ora presentato dai concessionari dei servizi provinciali di Ascoli e Macerata. Una volta consolidato il quadro complessivo, si passerà all’assegnazione delle risorse ai singoli soggetti attuatori. Per quanto concerne alcune Missioni, la Regione ha già reso noti i progetti che verranno finanziati, come nel caso dei 44,98 milioni declinati sul Pinqua, il Programma innovativo della qualità dell’abitare, nel quale Palazzo Raffaello è riuscito ad ottenere le risorse per tutti e tre i progetti presentati. Parliamo di Connettere e rigenerare che coinvolge Senigallia e Falconara, La città contemporanea che abbraccia la media Vallesina, e Rinnova Marche, con i suoi nove interventi per riabitare i centri storici in altrettante città. Stesso discorso per la Missione 6.2 da 48,42 milioni per la riqualificazione delle strutture ospedaliere. Gli interventi riguardano le palazzine emergenze negli ospedali di Senigallia, Fano, Urbino e Civitanova, e la riqualificazione dell’ospedale di Pergola, e del padiglione di Radioterapia e del Corpo G agli Ospedali riuniti di Torrette. Alla messa in sicurezza degli ospedali si affianca quella delle scuole, con un piano da 20,72 milioni. I progetti presentati dalla Regione riguardano l’Ipsia Ricci di Fermo, l’Istituto Pirandello di Mombaroccio, la scuola media Lanfra di Gradara, l’IC Villa San Martino di Pesaro e la Scuola dell’infanzia di Montecarotto. 

Nel cruscotto approntato da Palazzo Raffaello, vengono annoverati anche i 91 milioni per le misure dedicate alla portualità - benché la Regione non abbia attività di sua competenza ed il soggetto attuatore sia l’Autorità di sistema portuale - che passano, tra le altre cose, per l’efficientamento energetico e l’elettrificazione delle banchine. Al porto di Ancona andranno in totale 62 milioni, a quello di San Benedetto 17,5 ed a Pesaro 11,5 milioni. Altri 25,68 milioni vengono destinati alle Marche dalla Missione 2.4 del Pnrr per misure finalizzate a gestire il rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico. Un programma di interventi che, tra le altre cose, prevede il ripristino di infrastrutture stradali e la difesa della costa. Dal Fondo complementare arrivano 62,77 milioni per la riqualificazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica - l’Erap sarà soggetto attuatore in 20 interventi, i Comuni nei restanti 32 -, mentre 15,47 milioni di euro serviranno a riqualificare l’edilizia rurale con oltre 100 interventi. In ultimo, ma non per ordine d’importanza, i 100 milioni per la rete stradale delle zone del cratere. In questo caso, il responsabile dell’intervento è Anas: 36 milioni finanzieranno il tratto Caldarola/Belforte–Sarnano, 24 milioni Sarnano–Amandola, 34 milioni Amandola-Servigliano e sei Ascoli-Teramo. Ancora in corso di definizione, invece, i criteri di ripartizione (63 milioni quelli ipotizzati per le Marche) della Missione 2.2 sulla promozione delle rinnovabili per le comunità energetiche. Chiude l’elenco l’intervento per la realizzazione di siti di produzione di idrogeno verde in aree industriali dismesse (hydrogen valley) per cui la Regione ha presentato manifestazione d’interesse, ma non c’è ancora stata la ripartizione delle risorse.


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