Più Marche nell’Europa, nella Carta degli aiuti comuni quadruplicati

L’assessore Castelli: «Così maggiori chance per le imprese di essere finanziate. L’obiettivo è uscire dalla transizione, serviranno anche investimenti dei privati»

Giovedì 6 Gennaio 2022 di Martina Marinangeli
L'assessore Guido Castelli

ANCONA - Nelle Marche in transizione, quadruplicano i Comuni in zone di particolare crisi economica all’interno dei quali le imprese potranno beneficiare di risorse “maggiorate”. È quanto previsto dalla cosiddetta Carta degli aiuti, documento che viene elaborato all’avvio di ogni nuova programmazione europea e che stabilisce quali siano le aree ammissibili alle agevolazioni e l’intensità massima di aiuto. Uno strumento che si pone come obiettivo quello di riequilibrare, nel contesto europeo, le notevoli disparità regionali in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione. 

 

 


Le zone svantaggiate
Gli aiuti di Stato a finalità regionale, dunque, mirano a sostenere lo sviluppo delle zone più svantaggiate, garantendo nel contempo parità di condizioni tra gli Stati membri. Le imprese che hanno sede nei Comuni rientranti nella carta, potranno dunque beneficiare di percentuali maggiori di aiuti. «Parliamo di tutti i finanziamenti dell’Unione europea e dello Stato destinati alle imprese – spiega l’assessore al Bilancio Guido Castelli –. L’elaborazione della Carta degli aiuti è un elemento importante della nuova programmazione: è stato avviato un negoziato molto serrato in Conferenza delle Regioni e siamo riusciti ad ottenere una superficie più che triplicata rispetto alla precedente programmazione. È di buon auspicio per le aziende perché avranno più possibilità di essere finanziate. Le nostre imprese sono decisive per uscire dalla transizione». 


Il tetto della popolazione
Se nella carta della programmazione 2014-2020, il tetto massimo di popolazione era stato fissato a 200.554 abitanti – cosa che aveva limitato il numero di Comuni ammessi a 28 -, in quella che sta per essere avviata il tetto è salito a 728mila abitanti. Dato il sostanziale ampliamento della platea, la Regione ha previsto l’inserimento di tutti i Comuni ricadenti all’interno del cratere sismico e buona parte di quelli ricompresi nelle aree di crisi Merloni (71,8%), del Piceno (95,7%) e del Fermano-Maceratese (91%). 


Dentro un comune su due
Si tratta di 122 Comuni (30, pur trovandosi in quelle aree, sono rimasti fuori dal conteggio perché altrimenti si sarebbe superato il tetto), tra cui Macerata, Civitanova, Fermo e San Benedetto del Tronto che non erano presenti nella precedente carta. Città come Jesi ed Ascoli Piceno, invece, erano già rientrate nel documento legato alla programmazione 2021-2020. Una boccata d’ossigeno per le aziende che operano in queste aree colpite da una crisi dietro l’altra, da quella economica al sisma, fino ai contraccolpi del Covid. «I dati che saranno utili per far tornare le Marche nella Serie A europea, dopo questo settennio in transizione – prosegue Castelli – sono soprattutto quelli che si collegano al Pil e quindi alle imprese. Abbiamo bisogno che la ripresa sia fatta sì di investimenti pubblici, ma anche privati. Uno strumento come quello della carta degli aiuti sarà tanto più importante quando verranno meno le moratorie che, sul lato delle esposizioni debitorie, avevano permesso alle imprese di respirare. Bisogna mettere in campo meccanismi di protezione e di tutela delle nostre aziende affinché siano nelle condizioni di far uscire la regione dalla transizione». Se in questa fase, gli investimenti pubblici stanno vivendo una condizione ottimale, con nuovi fondi europei e Pnrr ai box di partenza, «è necessario che ci siano, in egual misura, forza energia e dinamismo anche negli investimenti privati. Per questo abbiamo scelto di destinare il 46% del Por Fesr (che vale in tutto 720 milioni) all’obiettivo dell’Europa più intelligente, ovvero quello finalizzato principalmente allo sviluppo delle imprese», conclude Castelli.

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