Dai microchip alle calamite, ma quante ne sa il popolo no-vax. Le fake news sui vaccini, ecco il vademecum delle bufale

Martedì 28 Settembre 2021 di Lorenzo Sconocchini
Dai microchip alle calamite, ma quante ne sa il popolo no-vax. Le fake news sui vaccini, ecco il vademecum delle bufale

ANCONA - Lasciamo perdere gli irriducibili complottisti, convinti dal passaparola dei social che con il vaccino ci sparino sottopelle fantomatici microchip capaci di controllarci e orientare gli acquisti, su commissione dei Poteri Forti, attraverso la rete 5G. O quelli che mostrano sugli schermi dei telefonini video di calamite attaccate al braccio appena vaccinato, per dimostrare che ci vengono iniettate sostanze capaci di generare fenomeni magnetici, per chissà quale oscuro disegno dei Sacerdoti del nuovo ordine mondiale. Nessun trattato di medicina o microbiologia sarebbe in grado di confutare argomenti da folclore da strapaese. Ma al di sotto dei casi limite, nonostante un’ampia letteratura abbia svelato molte fake news sui vaccini, continuano a circolarne di ogni genere. Dal siero che, anziché prevenire il contagio, lo diffonderebbe, alle mutazioni genetiche introdotte dall’Rna messaggero. Dalle disfunzioni sessuali provocate dalle iniezioni anti-Covid al rischio di trombosi e miocarditi, fino alle terapie che sarebbero efficaci ma vengono tenute nascoste chissà perché. L’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso un vademecum per smontare le bufale sui vaccini. E proprio a quella guida dell’Iss, oltre che a pareri espressi da esperti e scienziati, ci siamo affidati per questo approfondimento sul tema. 

 

FACCIAMOCI DEL MALE

«Non conviene farsi le dosi, tanto ti infetti lo stesso». Ma è come rinunciare a cinture di sicurezza e freni

«Anche i vaccinati sono contagiosi», obiettano i No Vax, dunque non si capirebbe il motivo di tutta questa smania di farsi inoculare le due dosi. Come per tutti i vaccini esistenti, anche per il siero anti-Covid l’efficacia non sarà mai del 100%, perché possono esserci i cosiddetti fallimenti vaccinali. Ma l’ultimo report dell’Istituto superiore di Sanità conferma che i vaccini sono un’ottima barriera. Il ciclo completo di siero anti-Covid protegge all’88% dall’infezione, al 94% dal ricovero ospedaliero, al 97% da quello in terapia intensiva. La doppia dose scongiura la morte dal 92,7 al 95,2% dei casi. Dire che è inutile vaccinarsi sarebbe come sostenere che - siccome muoiono in incidenti stradali anche automobilisti in viaggio con le cinture di sicurezza allacciate e i freni ben funzionanti - allora tanto vale non mettersi le cinture e togliere il pedale del freno.

 

NON FAREMO DA CAVIE

«Attenzione, si tratta di preparati sperimentali». Ma ci sono già tutte le autorizzazioni dell’Ema

«I vaccini anti Covid sono sperimentali, noi non faremo da cavie». Per disinnescare uno dei grossi calibri dell’artiglieria No Vax, l’Istituto superiore di Sanità ricorda che con il termine vaccini (o in generale farmaci) sperimentali ci si riferisce a farmaci non ancora autorizzati all’immissione in commercio. Non è il caso dei vaccini per Covid-19, il cui uso clinico è stato regolarmente autorizzato dall’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali. Nel caso dei vaccini anti-Covid 19 il processo di sviluppo ha subito un’accelerazione senza precedenti a livello globale, tuttavia come riporta la stessa Ema sul proprio sito «una autorizzazione condizionata garantisce che il vaccino approvato soddisfi i rigorosi criteri Ue di sicurezza, efficacia e qualità». Di recente il dottor Andrea Gori, primario di Malattie infettive al Policlinico di Milano, ha ricordato che il reclutamento del vaccino Pfizer ad esempio ha coinvolto 44mila volontari, in uno studio con la casistica tra le più ampie della storia della farmacologia mondiale.

 

UN DOMANI CHISSÀ...

«Effetti a lungo termine». La storia della medicina afferma il contrario

«Non si conoscono gli effetti a breve e lungo termine di vaccini prodotti troppo velocemente», obiettano i No Vax. Il sistema di vigilanza, osserva l’Iss, è lo stesso di tutti i farmaci e vaccini già approvati. «La storia della vaccinologia - ha ricordato Andrea Gori, direttore Malattie Infettive al Policlinico di Milano - insegna che tutti i vaccini, possono dare effetti collaterali a breve (99% dei casi) mai a lungo termine».

 

X-VAX, I MUTANTI

«Alterano il nostro Dna». Ma i microfilamenti scompaiono in 48 ore

«Il vaccino modifica il nostro Dna». A questo timore, l’Iss replica assicurando che i vaccini non cambiano e non interagiscono con il Dna. Sia i vaccini a mRna che a vettore virale forniscono istruzioni alle nostre cellule utili ad attivare una risposta immunitaria contro il Sars-Cov-2. Il microfilamento genetico trasportato nell’organismo umano da un involucro di microparticelle viene distrutto in 48 ore dopo aver compiuto la sua missione.

 

L’INCUBATORE DI VARIANTI 

«Così il virus muta». Ma la profilassi limita il lancio di dadi

«Più vacciniamo più escono nuove varianti», ammoniscono i No Vax, facendo presa anche su alcuni politici. In realtà l’Iss ricorda che le varianti emergono perché il virus, replicandosi, tende a sviluppare mutazioni, come in un continuo lancio di dadi. I vaccini, riducendo la circolazione, limitano la chance che il virus muti. Le varianti in circolazione inoltre, compresa la Delta, sono state osservate da dicembre ‘20, quando le campagne vaccinali erano agli albori. 

 

SARS-COV-2 IN VACANZA

Niente virus d’estate. «Però se c’è ressa circola lo stesso»

«D’estate il virus scompare, è inutile vaccinarsi o metterle mascherine». Un refrain sentito molti nei mesi scorsi in ambienti No Vax, Ni Vax o Boh Vax. Ma se è vero che la trasmissione del virus è facilitata dalla frequentazione degli ambienti chiusi, fa notare l’Istituto superiore di Sanità, all’aperto, in caso di assembramenti, «è possibile la sua circolazione, ed è quindi necessario adottare le misure opportune».

 

VIRUS E VIRILITAS 

«Doppia dose? Prestazioni sessuali in flessione». Non è vero, attenti piuttosto a non ammalarsi

«I vaccini possono diminuire le performance sessuali maschili». A questa asserzione, proposta in ambienti No Vax tra le controindicazioni più temibili del siero, ha risposto la biologa Barbara Gallavotti nel suo approfondimento scientifico settimanale a “Di Martedì” su La7. «Ciò che realmente può interferire con l’attività sessuale non sono i vaccini, ma la malattia del Covid», ha smentito la diceria. A conforto della sua tesi, la biologa Gallavotti ha citato i risultati di una ricerca che analizza il numero di spermatozoi prima e dopo aver ricevuto il vaccino: «I risultati non hanno rilevato nessuna differenza nel numero di spermatozoi». Meglio, invece, non prendersi il virus. «La malattia sembra poter causare problemi nel funzionamento dell’organo maschile - ha spiegato la biologa e divulgatrice scientifica - perché per funzionare al meglio ha bisogno di una corretta circolazione del sistema sanguigno e sappiamo che purtroppo il Covid interferisce con la salute dei vasi sanguigni». 

 

LE CURE PER IL BESTIAME

«Usate l’Ivermectina, lo dice la Gazzetta Ufficiale». La Fda: «Smettetela, non siete cavalli o mucche»

«Ma perché rischiare vaccinandosi se ci sono già farmaci molto efficaci per curare il Covid?». Uno dei medicinali più in voga nel popolo No Vax è l’ivermectina, l’antiparassitario per bestiame propagandato negli Usa dall’ostetrica Christiane Northrup al posto di Pfizer, Moderna o J&J. Ci hanno creduto in tanti, al punto che l’agenzia federale Food and Drug Administration (FDA), ha scritto su Twitter: «Non siete cavalli. Non siete mucche. Seriamente, a tutti. Smettetela». I seguaci delle terapie anti-Covid con questo potente sverminatore per cavalli non mancano in Italia, dove sul web si è diffuso uno screenshot secondo cui “L’Ivermectina è stata approvata in Gazzetta Ufficiale per uso umano”. In realtà la G.U. si riferisce all’Iverscab, farmaco contenente il principio attivo dell’Ivermectina, autorizzato per la terapia della scabbia, delle infestazioni parassitiche nel duodeno e nel sistema linfatico. Malattie non causate da virus. 

 

EFFETTI COLLATERALI

Trombosi e miocarditi. Il gioco vale la candela: «Rari eventi avversi»

«Il vaccino causa trombosi e miocarditi». A questo spauracchio dei No Vax, l’Iss replica osservando che tutti i farmaci e i vaccini possono avere effetti collaterali. Le Agenzie regolatorie riportano queste due patologie, per altro causate anche dall’infezione, come «rari effetti avversi dei vaccini». Per la loro estrema rarità questi effetti, dopo 5 miliardi di dosi somministrate, «lasciano il rapporto benefici-rischi a favore dei vaccini».

 

UNDER 20 AL SICURO?

«Giovani non esposti alla malattia grave». Ma sono morti in 28

«Dai 19/20 anni in giù per i soggetti sani è impossibile morire per Covid o manifestare sintomi gravi». L’argomento dell’inutilità dei vaccini per i giovani, va contro l’evidenza dei numeri: anche se nelle fasce più giovani il rischio di un’infezione sintomatica è minore, è comunque presente. Dall’inizio della pandemia al luglio scorso, secondo un report dell’Iss, in Italia ci sono stati 28 decessi nella fascia di età 0-20 anni. E in questa fase un contagiato su 4 è under 18.

 

EFFETTO-BOOMERANG

«Provoca contagi». «Non viene iniettato un virus infettante»

«I vaccini provocano l’infezione», così i No Vax provano a rovesciare il tavolo. Ma l’Iss osserva che i vaccini attualmente in uso in Italia usano la tecnologia a mRNA(Pfizer-Biontech e Moderna) e quella a vettore virale (Astrazeneca e Janssen). In entrambi i casi si introducono nell’organismo le istruzioni per produrre frammenti della proteina che il virus usa per “agganciare” la cellula. Quindi non viene utilizzato il Sars-Cov-2 vivo e infettante.

 

IL COMPLOTTO DEI DATI

«Nascondono i morti». Ma i bollettini di Aifa si trovano anche online

«Vengono nascosti effetti collaterali e decessi post vaccino». Le teorie complottiste propongono presunte mistificazioni da parte delle autorità. II dati della farmaco-vigilanza, fa notare però l’Iss, sono pubblici. In Italia l’Agenzia Italiana per il farmaco (Aifa) pubblica il resoconto periodico le segnalazioni di sospetti eventi avversi (https://www.aifa.gov.it/farmacovigilanza-vaccini-covid-19), e lo stesso fa l’autorità europea Ema.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 08:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA