Quasi 700 posti letto Covid per reggere la quarta ondata. Ecco quando è prevista. Pronto il piano della riorganizzazione

Martedì 18 Gennaio 2022
Quasi 700 posti letto Covid per reggere la quarta ondata. Ecco quando è prevista. Pronto il piano della riorganizzazione

ANCONA - Quasi 700 posti letto Covid – tra intensivi, ordinari e post critici – per reggere alla spallata della quarta ondata. Il piano di riorganizzazione dei reparti, pronto a diventare operativo già nelle prossime ore, è stato ieri al centro della cabina di regia tra assessorato alla Sanità e aziende ospedaliere, e tiene conto del fatto che, secondo le proiezioni, il picco delle ospedalizzazione dovrebbe essere raggiunto i primi di febbraio, per poi entrare nella fase di plateau.

 

Con questa premessa, si è definito un numero di posti letto aggiuntivi per farsi trovare preparati all’eventuale incremento dei ricoveri. Non è detto che serviranno tutti, ma bisogna programmare guardando al peggior scenario. 


Le cifre
Tradotto in cifre, il piano prevede, in totale, 354 posti letto ordinari (127 sub intensivi e 227 in area medica), 79 intensivi e 258 post critici nelle strutture territoriali. Considerando che, a ieri, il numero di degenti in Rianimazione era pari a 64, la riorganizzazione darebbe un margine per altri 15 ricoveri in terapia intensiva. Per i ricoveri in area medica, invece, parliamo di 75 posti a disposizione, a fronte dei 279 già occupati. L’ampliamento dell’offerta prevede anche il coinvolgimento di altri ospedali Asur non ancora toccati dal Covid, come ad esempio una parte del nosocomio di San Severino. Per il momento, invece, non è contemplata la riapertura del Covid Hospital di Civitanova. 


I posti
Il piano allarga anche la dotazione di posti letto per i pazienti post critici, accolti nelle strutture territoriali: si arriverebbe a 258, a fronte dei 187 a ieri occupati. La riorganizzazione dei posti letto Covid segue una programmazione per step, a seconda dell’andamento della curva pandemica e dei ricoveri. Nello step a più bassa intensità – quando il virus corre meno e impatta meno sui reparti - vengono previsti 70 posti in area medica, 23 in intensiva e 50 in post critico. Ora siamo invece nella fase più delicata, con le prossime settimane che dovrebbero segnare il tratto più in salita nella curva dei ricoveri. Dunque, una rimodulazione dell’offerta è inevitabile per riuscire ad accogliere un numero crescente di degenti. Il tasso di occupazione dei reparti è centrale anche per la collocazione nelle fasce di rischio e, a separare le Marche dalla zona arancione, resta solo l’area medica, che si assesta su circa il 27% a fronte di una soglia critica individuata a 30%. Ma il governo ha aperto alle richieste delle Regioni di archiviare l’attuale sistema dei colori. Il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe convocare un apposito tavolo tecnico con le Regioni, che temono nuove chiusure con il passaggio in fascia arancione. A livello nazionale, si sta inoltre valutando se far rimanere in classe (anche se ci sono 2 o 3 positivi) chi è vaccinato dalle scuole medie in su.
m. mar.
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Ultimo aggiornamento: 16:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA