Simona Lupini via dai Cinquestelle passa al Gruppo misto e presenta subito due mozioni. I grillini chiedono le dimissioni, ecco cosa risponde

Mercoledì 2 Marzo 2022 di Maria Teresa Bianciardi
Simona Lupini

ANCONA - Il day after di Simona Lupini dopo l’addio al Movimento 5 Stelle comincia senza rimpianti con la presentazione - da consigliere regionale del Gruppo misto - di due mozioni sul potenziamento dei servizi pubblici di sostegno psicologico. «Le avevo già preparate nei giorni scorsi», chiarisce la diretta interessata, mentre è talmente ancora calda l’esperienza da pentastellata in Regione che nella sua pagina dedicata risulta ancora sotto il logo del Movimento. 

 

 
Le frecciate
Ma sono dimissioni che scottano, quelle della Lupini, specialmente in terra fabrianese, dove è stata assessore ai Servizi alla persona sempre nella giunta M5S e dove i Meetup presero corpo e forma prima di estendersi nel resto delle Marche. Sulla pagina Facebook del Movimento di Fabriano, 5070 follower, ieri mattina è stato postato un comunicato che poco lasciava all’immaginazione. «Siamo rimasti esterrefatti e delusi da una scelta lontana dai principi del Movimento. Riteniamo, infatti, che oltre al mancato confronto interno, è venuto meno uno dei capisaldi del Movimento: dimettersi, nel momento in cui sono presenti motivi personali o altro che allontanano dal rappresentare il Gruppo». Tre like, quattro condivisioni e tre commenti dopo otto ore dalla pubblicazione - tanto per dare l’idea della reazione che la nota ha suscitato - e con la consigliera Lupini che ribadisce le motivazioni della sua scelta: «Ho deciso di dedicarmi totalmente ai contenuti e, in questo momento particolarmente delicato, senza particolari connotazioni politiche - sottolinea -. Prova ne sono le due mozioni sulla salute psicologica all’interno delle case di comunità. Per questo motivo ho scelto di cominciare un nuovo percorso costituendo il gruppo misto in Regione». 


Il retroscena
Qualcosa però scricchiolava da tempo in casa M5S all’interno del consiglio regionale, tanto che le solite voci di corridoio ricostruiscono l’episodio che ha riguardato l’elezione dei tre Grandi elettori per il presidente della Repubblica, attribuendo proprio a lei il ruolo del franco tiratore che dai banchi della minoranza regalò un voto al presidente Acquaroli. È andata veramente così? La Lupini non conferma e non smentisce ma ribatte: «Non sopporto queste illazioni, con le schede bianche ci sono da sempre stati problemi e ogni volta si costruisce un caso». A chi le chiede di dimettersi - dal senatore Fiore ai grillini fabrianesi - risponde con un laconico: «Mi sono dimessa dal Movimento». E alla domanda se stesse già pensando di confluire in un altro partito, precisa: «Nell’interesse esclusivo della cittadinanza della nostra regione deciderò di volta in volta eventuali convergenze su temi concreti, come peraltro ho sempre svolto la mia attività, fatta di atti puntuali mirati alle istanze dei portatori di Interesse e massima attenzione ai bisogni delle persone, distante più possibile dalla bagarre politica».

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