Incubo inflazione, le aziende allo stremo. Dopo il Covid, rincari dell’energia per 807 milioni nelle Marche

Una centrale elettrica
Una centrale elettrica
di Maria Teresa Bianciardi
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Sabato 15 Gennaio 2022, 03:35

ANCONA - L’economia regionale a un passo da finire nuovamente sott’acqua. Dopo la pesantissima crisi economica del 2008, gli effetti devastanti del sisma del 2016 e la pandemia da Covid che da due anni non dà tregua, ci si mette anche l’inflazione a dare la spallata finale alle imprese che a fatica sono riuscite a schivare i colpi e restare sul mercato più o meno saldamente. I rincari delle bollette energetiche stanno pesantemente influendo sui bilanci aziendali, mentre i contraccolpi di questi considerevoli aumenti scuotono le famiglie e vanno a gravare sui servizi degli enti locali come Comuni e Province.

 
I dati allarmanti
La Cgia di Mestre ha provato a stimare i nuovi costi che le imprese italiane dovranno sostenere in questo 2022 alla voce “consumo energia elettrica” e il risultato è impressionate: nel 2019 la stima si aggirava attorno ai 35.927 milioni, quest’anno sarà di 71.812 milioni. Praticamente quasi il doppio. Anche le Marche non sfuggono a questo calcolo: la spesa prevista è di 1.616 milioni di euro, quando nel 2019 era di 808 milioni (+807 milioni) a fronte di un consumo di energia paria a 4.890 Gwh. Una fotografia che descrive plasticamente quello che stanno attraversando i nostri imprenditori, dal più piccolo al più grande, in tutti i settori merceologici e dei distretti. 


L’effetto diretto
La stangata sull’energia produrrà come effetto diretto l’aumento dei prodotti e questo graverà ancora una volta sui consumatori. Un circolo vizioso che mette all’angolo l’economia di una regione che si stava rialzando a fatica. «Una vera e propria guerra che - secondo Assoutenti- lascerà sul campo un massacro sul fronte dei consumi: la perdita del potere d’acquisto dei cittadini causata da bollette sempre più salate e prezzi al dettaglio più alti impoverirà ulteriormente una consistente fetta di popolazione costringendola a tagliare la spesa nei settori non primari per riuscire ad arrivare a fine mese, con immensi danni per il commercio e per l’economia nazionale».

Il governo è al lavoro per trasformare gli extra gettiti delle società energetiche in sgravi per le imprese in affanno, ma è chiaro a tutti che serviranno altre risorse oltre a un accordo quadro in Europa per riuscire ad uscire da questo gorgo infernale. Come? Stabilizzando il prezzo del gas sul mercato e uniformando le condizioni di approvvigionamento e riducendo così i differenziali di prezzo tra i Paesi della Ue. E nel frattempo, chi ancora non ha deciso di fermare la produzione, prova con i pannelli fotovoltaici a smorzare gli effetti di questa fiammata.

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