Incubo inflazione, caffè (molto) amaro. Aumenti anche al bar, il costo di una tazzina va verso 1,50 euro

Domenica 16 Gennaio 2022 di Martina Marinangeli
Tazzina di caffè, in arrivo sostanziosi aumenti

ANCONA - Prima è toccato a metano e benzina. Poi l’effetto domino ha raggiunto le bollette di luce e gas. Ora, l’onda lunga dei rincari arriva anche al più tradizionale e quotidiano dei gesti: bere un caffè al bar. A lanciare l’allarme è Assoutenti, che segnala aumenti di prezzo anche su cappuccini, brioches, e dolciumi vari.

 

Alla base degli aumenti che stanno interessando il settore lungo tutto lo Stivale, ci sono sia il caro-bollette, con i rincari record di luce e gas scattati lo scorso 1 gennaio, sia il forte rialzo delle materie prime, con le quotazioni del caffè cresciute del +81% nel 2021, quelle del latte del +60%, quelle di zucchero e cacao del +30%, come dettagliato da Assoutenti, che stima un’impennata del 10% per la tazzina di caffè che potrebbe passare da 1 euro a 1,10 euro; rincari del 7,1% nel prezzo del cappuccino che passa da 1,40 euro ad 1,50%. Non si salvano nemmeno i dolci, con cornetti, brioches e lievitati che registreranno aumenti del +20%, e prezzi che salgono da 1 euro a 1,20 euro. 
I rincari
Inoltre, se l’emergenza bollette proseguirà nel 2022 - e a fronte delle quotazioni delle materie prime ancora alle stelle -, la classica tazzina di caffè consumata al bar potrebbe raggiungere il record di 1,50 euro nel corso dell’anno, con un aumento del +37,6% sul 2021, e la colazione completa potrebbe costare addirittura il 41,6% in più, trasformando un rito quotidiano in un lusso per ricchi. «Questa manovra rischia di trasformarsi in un boomerang anche per gli stessi esercizi – osserva l’avvocata Manola Giorgini, referente di Assoutenti Marche –. Tra Green pass rafforzato e possibili chiusure in caso di passaggio alla zona arancione, ci sono già limitazioni di accesso per l’utenza: se a questo si aggiunge anche il caro prezzi, è chiaro che potrebbe tradursi in una decisione controproducente, con l’utenza che si sentirebbe poco invitata ad entrare. Se questi rincari dovessero davvero concretizzarsi, temo proprio che, usciti dalla pandemia, ci troveremo ad affrontare un’ulteriore emergenza economico sociale». Se i maggiori costi che dovranno sostenere gli esercenti per il rincaro dei prezzi dell’energia venissero scaricati sui consumatori finali, ciò comporterebbe una contrazione della domanda in un momento storico in cui si cerca invece di rimettere in moto un’economia fiaccata da due anni di stop&go. A confermare i rincari dei prezzi, continua Assoutenti, ci pensano sia l’Istat, che a dicembre ha registrato per il comparto bar un incremento medio dei listini del +2,8%, sia le stesse associazioni di categoria, con la Fipe che ha dichiarato che il 76% dei gestori di bar avrebbe aggiornato i propri listini tra la fine del 2021 e la prima parte del 2022.

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