Vaccino, l’allarme del Cts per i No vax in piazza: «Una follia sanitaria»

Martedì 27 Luglio 2021 di Michela Allegri e Francesco Malfetano
Vaccino, l allarme del Cts per i No vax in piazza: «Una follia sanitaria»

Le manifestazioni no-Pass ora fanno paura. Non tanto perché «non autorizzate», come chiarito dal Viminale rispetto a quelle di sabato scorso, quanto perché vanno moltiplicandosi e sono «rischiosissime a livello sanitario» secondo il Cts. In queste ore cresce la preoccupazione per i sit-in organizzati nella Capitale tra oggi e domani per contestare il certificato verde. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha sottolineato che non esiste alcuna «dittatura sanitaria: vaccinarsi è fondamentale. Tutti i provvedimenti del Governo sono stati presi per tutelare la salute pubblica, e perché la vera libertà è poter andare dove si vuole senza danneggiare gli altri».

 

 

Lamorgese ha sottolineato che «condannare chi rifiuta il vaccino, chi straparla di dittatura e fa insensati richiami alle leggi razziste è un atto dovuto». Ma ecco gli appuntamenti che preoccupano. Il primo in calendario a Roma è oggi alle le 15 a Piazza del Popolo e ad organizzarlo è il movimento #IoApro. La manifestazione è nata dal tam-tam delle incontrollabili chat anti-vacciniste su Telegram e, secondo gli organizzatori, parteciperanno almeno 10mila persone. Inizialmente il raduno era previsto a piazza Montecitorio, ma la Questura non lo ha autorizzato, visto che lo spazio è troppo piccolo per contenere grandi numeri di persone e l’affluenza viene considerata impossibile da stimare con precisione. Ma la vera preoccupazione riguarda la giornata di mercoledì.

 

No vax e rischi

Il rischio infatti, è che il corteo di oggi faccia solo da preludio a quello che si annuncia ben più grande e che è previsto domani sera, sempre in piazza del Popolo, con lo slogan “Liberi di scegliere”. La locandina rimbalza da giorni su pagine social con decine di migliaia di iscritti. Quindi l’adesione potrebbe essere più alta del previsto. Ieri non a caso si è svolto il comitato per l’ordine per l’ordine e la sicurezza in Prefettura e sono state previste misure di contenimento - come transenne e percorsi obbligati - per evitare disordini e, soprattutto, assembramenti.

Il livello di allerta, comunque, è alto. Anche perché, come da prassi ormai per questo tipo di manifestazioni, i dimostranti sembrano assolutamente in grado di aggirare i divieti preventivi, anche avvalendosi dell’escamotage di sottostimare la partecipazione. Tant’è che la comunicazione arrivata alla Questura per domani parla di sit-in con pochi partecipanti: circa 200. Ma il passaparola via Telegram sicuramente farà centuplicare il numero dei presenti. Con il risultato che il sit-in, in caso di corteo, è destinato a trasformarsi in una manifestazione non autorizzata e potenzialmente fuori controllo, proprio come quelle dei giorni scorsi, sulle quali ora indagano diverse Procure.

La preoccupazione è tanta, soprattutto perché il rischio focolaio è dietro l’angolo: si tratta di assembramenti di persone non vaccinate e che saranno quasi tutte senza mascherina. «Sono una cosa raccapricciante, una follia. Quei cortei sono senza distanziamento, senza mascherine e, data la loro natura, anche pieni di persone non vaccinate. Esattamente ciò che andrebbe evitato più di ogni altra cosa», attacca infatti Fabio Ciciliano, uno dei componenti del Comitato tecnico scientifico e dirigente medico della Polizia di Stato. «Le manifestazioni no-Pass sono una follia a livello sanitario», dice preoccupato anche il virologo dell’università di Milano, Fabrizio Pregliasco. Le manifestazioni «sicuramente avranno conseguenze sull’impennata dei contagi. Ma la cosa più triste - rileva con delusione - è che i partecipanti evidenziano un’abitudine, uno stile che non contempla l’attenzione. È uno stile che è un “no” al nuovo galateo dei comportamenti».

Una negazione che, dati alla mano, decisamente non potremmo permetterci. Ieri, infatti, nonostante il calo dei nuovi contagi registrati (3.117, contro i 4.743 delle 24 ore precedenti, ma con quasi 100mila test effettuati in meno) è aumentato ancora il tasso di positività riscontrato nella Penisola, salito al 3,5 per cento. Non solo. Continua soprattutto l’aumento tendenziale dei ricoveri. Il saldo tra ingressi e uscite in terapia intensiva ieri ha infatti segnato +4, mentre nei reparti di area non critica +120. Un balzo ancora poco impattante sul sistema sanitario (i tassi di occupazione sono in media ancora attorno al 2 o al 3 per cento) che però rappresenta comunque un campanello d’allarme significativo. 
 

Ultimo aggiornamento: 11:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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