La Lombardia passa in zona arancione. I nuovi dati Iss: «Indice Rt a 1,08». Dieci regioni ancora a rischio alto

Venerdì 27 Novembre 2020
La Lombardia passa in zona arancione. I nuovi dati Iss: «Indice Rt a 1,08». Dieci regioni ancora a rischio alto

Regioni rosse, arancioni e gialle, arrivano le prime novità: la prima e più importante riguarda la Lombardia, che passa tra le Regioni arancioni dopo i dati in miglioramento delle ultime settimane. Oggi era anche il giorno dei nuovi dati del monitoraggio Iss-Ministero della Salute sul coronavirus, da cui emerge un indice Rt in calo (a 1,08, con quattro regioni sotto 1), ma sebbene ci sia una diminuzione dell'incidenza a livello nazionale, in diverse regioni l'incidenza è in aumento e ben 10 regioni restano a rischio alto.

 

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Si conferma la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone: è fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile, si legge nel monitoraggio Iss.

 

 

LOMBARDIA ARANCIONE Per quanto riguarda invece la Lombardia non è ancora arrivata la decisione ufficiale del Governo, ma il cambio di colore da rosso ad arancione è stato anticipato su Twitter dal Governatore lombardo Attilio Fontana. «Grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali. A breve la decisone del Governo», ha twittato Fontana.

 

 

RT A 1,08 IN CALO IN TUTTA ITALIA Intanto il monitoraggio settimanale dell'Iss con il Ministero della Salute vede un abbassamento dell'indice Rt: nel periodo 4-17 novembre 2020, l'indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,08. Si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane. In 4 Regioni/PA l'RT puntuale è inferiore a 1, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità. 

 

Questa settimana si osserva per la prima volta in varie settimane una diminuzione nell'incidenza dei casi Covid a livello nazionale negli ultimi 14 giorni: 706.27 per 100,000 abitanti nel periodo 9/11/2020-22/11/2020 contro 732,6 per 100,000 abitanti nel periodo 2/11/2020-15/11/2020), sebbene questa rimanga «a livelli molto alti». «In diverse Regioni, tuttavia, si continua a segnalare una incidenza in aumento».

 

DIECI REGIONI ANCORA A RISCHIO ALTO Nella settimana di monitoraggio dal 16 al 22 novembre, con aggiornamenti al 25 novembre, «quasi tutte le Regioni o Province autonome sono ancora classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio, o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane. In particolare, 10 Regioni o Province autonome sono classificate a rischio alto di una trasmissione di Sars-CoV-2».

 

QUALI SONO In una tabella del report si legge che le 10 Regioni a rischio alto o equiparato ad alto sono: Abruzzo, Calabria (non valutabile), Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Pa Bolzano, Puglia, Sardegna e Toscana. La Calabria «è considerata a rischio alto a titolo precauzionale - si precisa - in quanto non valutabile in modo attendibile per completezza del dato di sorveglianza insufficiente al momento della valutazione anche per la stima dell'Rt». Fra le 10 Regioni, «9 sono state classificate a rischio alto o equiparate a rischio alto per 3 o più settimane consecutive», e «questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale in base al documento 'Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale' trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre».

 

«Delle 10 aree a rischio alto o ad esso equiparate - prosegue il report - 5 presentano una trasmissibilità calcolata al 4 novembre compatibile con uno scenario di trasmissione 2 e le 5 restanti hanno uno scenario di tipo 1, tranne in un caso» appunto «in cui tale classificazione non è considerata affidabile per incompletezza dei dati. Le rimanenti sono classificate a rischio moderato di cui 7 con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese, e presentano una trasmissibilità calcolata al 4 novembre compatibile con uno scenario di trasmissione 2 in 2 di queste e con uno scenario di tipo 1 per la rimanente». Data «la trasmissibilità e la probabilità elevata di un imminente passaggio alla classificazione di rischio alto - si legge nel documento - si raccomanda alle autorità sanitarie delle 7 Regioni o Province autonome con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese di valutare la opportunità di adottare, anche a livello sub-regionale, ulteriori misure di mitigazione». 

 

"DATI INCORAGGIANTI" La velocità di trasmissione dell'epidemia in Italia sta rallentando ed ha raggiunto livelli di Rt prossimi a 1 in molte Regioni/PA. Inoltre, per la prima volta da molte settimane, l'incidenza calcolata negli ultimi 14 giorni è diminuita a livello nazionale. Questi dati sono incoraggianti e segnalano l'impatto delle misure di mitigazione realizzate nelle ultime settimane. L'incidenza rimane tuttavia ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto sarà necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori di 1 consentendo una rapida diminuzione nel numero di nuovo casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri.

 

Rimane inoltre elevato il numero di Regioni/PA che sono state classificate a rischio alto e/o equiparate a rischio alto. Al 24 novembre, 17 regioni avevano superato almeno una soglia critica in area medica o Terapia intensiva. Nel caso si mantenga l'attuale RT, quasi tutte le Regioni/PA hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese. I ricoverati in terapia intensiva sono passati da 3.612 (17/11) a 3.816 (24/11/2020), mentre i ricoverate in aree mediche sono passati da 33.074 (17/11) a 34.577 (24/11/2020).

 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 09:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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