Alta tensione e parole forti tra sindaci sul presidio di polizia tra Porto San Giorgio e Lido Tre Archi: ecco cosa si sono detti

Giovedì 23 Settembre 2021 di Francesca Pasquali
Tensioni e parole forti tra Loira e Calcinaro sul presidio di polizia tra Porto San Giorgio e Lido Tre Archi: ecco cosa si sono detti

FERMO -  Il posto fisso di polizia non serve a Lido Tre Archi, ma a Porto San Giorgio. Perché è lì che i gruppi di giovani balordi seminano il terrore. Ed è sempre lì che bisogna intervenire. Subito. Abbandona il consueto aplomb, il sindaco di Nicola Loira. Dopo la maxi rissa di sabato notte, alza la voce. E chiede un cambio di passo.

 

A partire dai controlli. «A che serve un presidio fisso a Tre Archi? Quello è il luogo di dimora di questa delinquenza di esportazione. Il presidio ha senso nei luoghi frequentati, dove ci sono gli esercizi pubblici e i luoghi di residenza», incalza Loira. Che, ieri pomeriggio, ha incontrato i commercianti del lungomare. Quelli che, ormai, vivono nel terrore ogni fine settimana. E che, se va bene, si ritrovano con cumuli di sporcizia davanti alle serrande. Ma, se va male, coi locali sfasciati e i lividi addosso. 


Come quelli del Puerto Banana, teatro della rissa di sabato. Una trentina di giovani (ma c’erano anche quarantenni), che hanno creato il caos, picchiando clienti e passanti e ferendone diversi. Parecchi sono stati identificati grazie alle immagini delle telecamere. Tutti arcinoti alle forze dell’ordine. «Voglio – dice Loira – che certe persone non mettano più piede a Porto San Giorgio e che, maggiorenni o minorenni, siano assicurati alla giustizia, resi inoffensivi, soggetti a provvedimenti per pagare quello che hanno fatto e messi nella condizione di non ripeterlo». «Per farlo – spiega – il sistema dei controlli va rivisto. La proposta del sindaco, che sottoporrà al prefetto nel Tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, che dovrebbe essere convocato la settimana prossima, appena Vincenza Filippi tornerà a Fermo, è potenziare la presenza delle forze dell’ordine. Almeno in alcuni periodi dell’anno. Che significa primavera ed estate, quando la cittadina è più viva».

Ipotizza un presidio fisso temporaneo, il sindaco. Ma riconosce che il problema (lo stesso di Tre Archi) sarebbe il personale. Oltre alla collocazione, perché «Porto San Giorgio ha una conformazione particolare», dice Loira che sbarra la strada alle ronde notturne ricacciate fuori dal consigliere comunale Carlo Del Vecchio. «Bisogna rivedere gli orari dei controlli. Prima dell’una non servono. È un dato di fatto – spiega il sindaco – che Porto San Giorgio sia meta del divertimento di giovani fino a 25 anni. Giovani del territorio con cui si mischiano questi delinquenti». «È inutile – aggiunge – presidiare le zone dove questa potenzialità criminale non esiste. Oggi è qui e lo sforzo va fatto qui. Lo chiedono non solo gli esercenti, ma anche i ragazzi che vogliono divertirsi in maniera tranquilla». 


Un’escalation di violenza, quella che da un paio d’anni sta vivendo la cittadina, culminata nel parapiglia di sabato notte. Quando i feriti hanno dovuto aspettare più di mezz’ora per essere soccorsi. Stesso tempo che, secondo il racconto dei testimoni, hanno impiegato le forze dell’ordine per arrivare sul posto e disperdere il gruppo di delinquenti, quasi tutti stranieri che vivono a Tre Archi. «Mi preoccupa e indigna perché non si tratta di un fenomeno estemporaneo. Sono mesi che questa situazione va avanti. La presenza delle forze dell’ordine c’è e c’è stata, ma il sistema va rivisto nella sua interezza, per fare in modo che non accadano più certi fatti», incalza Loira. E tira in ballo il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro. «Invece di minimizzare quello che succede a Tre Archi e di dire che prima era peggio, deve cercare di stroncare la malavita che c’è lì».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA