«Ragazzi sono stanca, torno a casa»: così Alice si è salvata dalla strage in cui sono morti i suoi quattro amici

«Ragazzi sono stanca, torno a casa»: così Alice si è salvata dalla strage in cui sono morti i suoi quattro amici
«Ragazzi sono stanca, torno a casa»: così Alice si è salvata dalla strage in cui sono morti i suoi quattro amici
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Mercoledì 17 Agosto 2022, 16:40

GODEGA - La stanchezza e l'ora tarda le hanno salvato la vita. Alice poteva essere a bordo dell'auto insieme ai suoi amici, che nella notte di sabato scorso sono morti a Godega di Sant'Urbano (Treviso).

Daniele Ortolan, Daniele De Re, Marco Da Re e Xhuliano Kellici, tutti tra i 18 e i 19 anni, sono morti in un incidente mentre viaggiavano sulla Volkswagen Polo guidata da Ortolan. Poco prima delle 2 di notte di sabato scorso, dopo essere usciti, i ragazzi avevano deciso di andare a mangiare un panino al Burger King. All'altezza di via Cordignano, però, c'è stato l'incidente mortale che ha sconvolto un'intera comunità: quattro giovanissime vite spezzate in pochi istanti dopo che l'auto era uscita di strada.

Alice scampata alla strage per caso

Come scrivono Valeria Lipparini e Giuliano Pavan per Il Gazzettino, anche Alice era con loro, in un locale della zona. Era stata invitata ad andare al Burger King, ma aveva deciso di tornare a casa: «È tardi, sono stanca. Ci vediamo domani. Non c'è bisogno di accompagnarmi, abito qui dietro, vado a piedi». Di certo, non poteva sapere che poco dopo i suoi amici sarebbero tutti morti. Ed ora la ragazza non riesce a darsi pace: forse, se fosse stata in auto con loro, i ragazzi avrebbero percorso il tragitto più lentamente. Ma non potrà mai saperlo con certezza.

Gli amici sconvolti

I più addolorati, dopo i familiari più stretti, sono sicuramente gli amici dei quattro ragazzi. Uno di loro, Omar, è rimasto a lungo con lo sguardo perso nel vuoto sul luogo della tragedia: «Sono andato a dormire che avevo quattro grandi amici. Per loro mi sarei gettato nel fuoco e loro avrebbero fatto lo stesso per me. Scommettevo ogni giorno su di loro. E ogni giorno me li trovavo a fianco. Mi sono svegliato che non c’erano più. Morti tutti e quattro. Sono impietrito dal dolore. Non ci credo ancora».

«Pensavo fosse uno scherzo»

«Mi ha telefonato un mio amico domenica mattina per darmi la notizia e ho creduto ad uno scherzo. Non poteva essere vero. Invece, era terribilmente vero. Non c’è più nessuno» - ha raccontato ancora Omar - «Daniele De Re era mio amico da quando eravamo bambini. Poi siamo cresciuti. Compagnie diverse, ma loro quattro e io ci trovavamo sempre in centro. Solito bar, quattro chiacchiere e la decisione di trascorrere le serate, soprattutto d’estate, tra una festa o un panino al Mc Donald’s. Parlavamo di sport, di come ci era andata la giornata e di cosa avremmo fatto il fine settimana. Senza di loro mi sento senza bussola, senza punti di riferimento».

L'appello del parroco

Don Celestino Mattiuz, parroco di Godega, ha lanciato un duplice appello dopo la tragedia. Il primo è rivolto alle istituzioni: «Chi deve assumere provvedimenti per prevenire queste stragi, lo faccia. Mettiamo in sicurezza le strade pericolose prima che succeda un altro incidente mortale, altri lutti e altre croci. In quella stessa strada ricordo che nel 2019 erano morti altri due giovani». Il secondo, invece, è per tutti i ragazzi del territorio: «Pensate al domani e non vivete solo l’oggi. Custodite la vita e pensate alle vostre famiglie».

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