Mascherine, dal 30 settembre cade l'obbligo su metro e negli ospedali. I virologi si dividono: «Rischio nuove varianti»

Mascherine, dal 30 settembre cade l'obbligo su metro e negli ospedali. I virologi si dividono: «Rischio nuove varianti»
Mascherine, dal 30 settembre cade l'obbligo su metro e negli ospedali. I virologi si dividono: «Rischio nuove varianti»
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Martedì 27 Settembre 2022, 15:10

Giù la mascherina. Dal 1 ottobre potrebbe cessare l'obbligo di indossare la mascherina anti Covid su bus, treno, metro e negli ospedali, ambulatori medici e Rsa. L'attuale obbligo infatti scade il 30 settembre e non ci sarebbe la volontà di rinnovarlo da parte del ministro della Salute Roberto Speranza, soprattutto per quanto riguarda i mezzi pubblici. 

Ma la questione divide i virologi. Resta in bilico la questione dell'obbligo della mascherina Ffp2 negli ospedali, ambulatori e Rsa: se dovesse esserci una recrudescenza più marcata della curva epidemiologica potrebbe arrivare dopo il 1 ottobre un intervento solo per questa tipologia di luoghi. 

«Siamo tutti vaccinati o guaritida Covid-19» dice il virologo Mauro Pistello, direttore dell'Unità di virologia dell'azienda ospedaliera universitaria di Pisa, che è d'accordo con la fine dell'obbligo «Credo che sia arrivato il momento per far diventare la mascherina un ricordo. Ma questo però non vuole dire dimenticare la presenza del Sars-CoV-2, che c'è e ci sarà ancora».

Concorda anche Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene all'Università Statale di Milano: «Ad oggi la situazione ce lo permette. E, come posso constatare anche per esperienza personale sui treni, c'è ormai molta insofferenza, non adesione all'obbligo e difficoltà a farlo rispettare». Al momento, secondo l'esperto, «C'è una percezione un pò eccessiva di tranquillità, mentre in realtà l'incidenza torna a salire e questo ce l'aspettavamo assolutamente. Vedremo come sarà la situazione, spero che si tratti di un'onda di risalita e non di una ondata in termini quantitativi e soprattutto di effetti sul servizio sanitario». 

C'è però chi invita alla prudenza soprattutto in vista della nuova crescita dei contagi: «Vediamo un lieve aumento dei contagi, che sono ancora troppi, per questo credo che sia troppo presto per dire addio definitivamente all'obbligo della mascherina sui mezzi di trasporto» afferma Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia della Facoltà di medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma. L'esperto sositene anche il mantenimento della mascherina per Rsa e ospedali  «dove c'è una questione di sanità pubblica».  

Sulla stessa linea anche Walter Ricciardi docente di Igiene all'Università Cattolica per cui l'abolizione dell'obbligo «significa lasciare il via libera a un virus troppo contagioso» : ogni persona positiva ne infetta 19. L'esperto chiede quindi una proroga dell'obbligo e prevede che «Già ci saranno problemi, tra qualche settimana, per l'innalzarsi della curva pandemica in corso». Un esempio dei rischi è rappresentato dall'esperienza britannica.

«Naturalmente il mezzo principale di contrasto resta la vaccinazione e anche su questo siamo in ritardo. Se non ripristiniamo una strategia di lotta attiva che in qualche modo anticipa il virus, è chiaro che ci esponiamo a problemi, soprattutto tra ottobre e novembre», conclude evidenziando che «L'uso delle mascherine resta ancora fondamentale». 

Le misure di contenimento andrebbero mantenute anche per Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma che sottolinea come «sono state un baluardo eccezionale per ridurre la diffusione del virus». E avvisa del rischio di nuove varianti in caso di circolazione rapida del virus: «Per questo credo che l'obbligo delle mascherina sui mezzi di trasporto, in ospedale e nelle Rsa vada confermato». 

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