Locatelli lancia l'allarme Long Covid: «Colpisce anche il 25% dei guariti»

Il presidente del Consiglio superiore di sanità: la speranza «è non dover fare passi indietro».

Domenica 1 Maggio 2022
Covid, Locatelli avverte: «Si va verso la normalità, ma il virus circola ancora»

L'Italia saluta il Green Passe e si appresta a mettere in soffitta le mascherine. Le ultime decisioni «vanno verso un progressivo ritorno alla normalità, dal venir meno del Green Pass all'abbandono della mascherina in numerosi contesti. Senza tuttavia sottovalutare una circolazione virale ancora significativa e dimenticare l'utilità della vaccinazione, la raccomandazione della mascherina in ambienti affollati e l'obbligo di Ffp2 su mezzi pubblici, aerei e treni a lunga percorrenza». Lo dice in un'intervista a "La Stampa" Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. La speranza «è non dover fare passi indietro - spiega - resta importante promuovere la campagna vaccinale in Italia e all'estero».

Intanto, aggiunge, «godiamoci gli spazi di progressivo ritorno alla normalità». Va sfatato il mito «che la nuova variante non sia pericolosa. Anche se è un pò meno patogenica, per i non vaccinati i rischi restano alti. Il suggerimento fortissimo resta di vaccinarsi con tutte le dosi raccomandate». Per la quarta dose «non c'è stata, al momento, l'adesione auspicabile. Solo il 15% degli immunocompromessi e il 4,3% degli ultraottantenni o della fascia 60-79 anni con patologie concomitanti hanno aderito. Vanno coperti con urgenza».

 

Per fortuna «abbiamo 48,6 milioni di italiani che hanno ricevuto il ciclo di vaccinazione primaria, oltre il 90% della popolazione sopra i 12 anni, ma ce ne sono 3,7 milioni che aspettano a fare la terza dose». Venendo al long Covid, «alcuni studi lo stimano dal 10 al 25% dei guariti. Resta una problematica su cui investire in campagne di monitoraggio per limitare danni a distanza». Tra i temi dell'intervista anche la nuova epatite: «La società pediatrica Sigenp ha documentato che in Italia ci sono stati da inizio anno a oggi 20 casi di epatite a causa sconosciuta, di cui 18 sotto i 10 anni, e di cui uno ha necessitato di trapianto di fegato e uno è positivo all'adenovirus. Numeri del tutto sovrapponibili a quelli del triennio precedente. Inoltre, non dimentichiamo che il 50% delle epatiti è sempre a causa ignota»

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