Morto Antonio Megalizzi, il giornalista italiano ferito nell'attentato di Strasburgo

Morto Antonio Megalizzi, il giornalista italiano ferito nell'attentato di Strasburgo
Morto Antonio Megalizzi, il giornalista italiano ferito nell'attentato di Strasburgo
È morto Antonio Megalizzi, il giornalista italiano rimasto gravemente ferito nell'attentato di Strasburgo di martedì sera 11 dicembre. Il giovane, 28 anni, era in coma e le sue condizioni erano state definite «irreversibili». Non era stato giudicato operabile a causa della posizione in cui si è bloccato il proiettile che lo ha colpito. La notizia della morte ricoverato da martedì sera nell'ospedale Hautepierre di Strasburgo è stata confermata anche da fonti della Farnesina.

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Antonio Megalizzi lavorava per la testata radiofonica Europhonica, emittente che fa parte del network delle radio universitari. «È una notizia che ci rattrista molto. Un pensiero di grande affetto e molto commosso va alla sua ragazza, ci dobbiamo unire tutti in questo dolore». Lo afferma il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il Consiglio Ue. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha definito «una inaccettabile tragedia» e ha espresso la sua «profonda tristezza». «Sono particolarmente vicino - ha aggiunto Mattarella - al dolore della famiglia, della fidanzata e degli amici del giovane reporter italiano vittima dell'odio criminale e del fanatismo propugnato dal sedicente 'Stato islamico'».
 
 

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«Purtroppo siamo costretti a confermare che il nostro collega Antonio ci ha lasciati. I nostri pensieri vanno alla famiglia e a tutti i suoi amici e colleghi. Vi preghiamo di rispettare il momento doloroso». Così in un post su Facebook Europhonica. 

La Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Ordine dei giornalisti, assieme alle loro rappresentanze di Trento e Bolzano, si stringono attorno alla famiglia di Antonio Megalizzi, colpito a morte dai colpi di un «signore dell'odio e del terrore» a Strasburgo. «Voleva raccontare il mondo e favorire la conoscenza di quelle diversità e differenze che sono la ricchezza dell'Europa unita. Diversità e differenze che sono, invece, odiate dall'integralismo fanatico di ogni natura e colore. Il nome di Antonio Megalizzi entra, purtroppo, di diritto nell'elenco di chi ha perso la vita perché aveva scelto di essere "guardiano di verità, lo affermano, in una nota, FNSI, Ordine dei giornalisti, Associazione Regionale di Stampa e Ordine del Trentino Alto Adige.  

Il presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige Mauro Keller, nell'esprimere profondo cordoglio, annuncia che nei prossimi giorni verrà consegnato ai famigliari di Antonio Megalizzi il tesserino di iscrizione all'Ordine del giovane reporter, il quale nei prossimi mesi avrebbe completato la pratica per l'ingresso nell'elenco dei pubblicisti. «All'inizio della prossima riunione della Consulta regionale il 20 dicembre a Bolzano, sarà inoltre osservato un minuto di silenzio», conclude Keller.
 
 

Antonio Megalizzi come Valeria Solesin e Fabrizia Di Lorenzo. La drammatica vicenda del giornalista 28enne ricorda quella delle due connazionali rimaste uccise negli attentati del mercato di Natale di Berlino nel 2016 e del Bataclan a Parigi nel 2015. Tutti e tre facevano parte di quella generazione Erasmus di ragazzi aperti al mondo, convinti europeisti, pronti a trasferirsi all'estero per studio e per lavoro. Erano persone entusiaste, piene di voglia di vivere, di conoscere persone di altre paesi, ma anche ragazzi colti, intelligenti e preparati che avevano studiato con passione per costruirsi un futuro. Antonio Megalizzi era a Strasburgo per seguire l'Assemblea plenaria dell'Europarlamento come giornalista di Europhonica, una web radio legata al mondo universitario. Dopo la laurea a Verona, aveva seguito un corso magistrale a Trento in European International Studies e ora era impegnato in un master sulle istituzioni europee. 
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Venerdì 14 Dicembre 2018, 17:47 - Ultimo aggiornamento: 14-12-2018 21:04

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